C’era una volta un bambino che chiameremo Andrea. Non aveva fratelli Andrea e viveva con la sua mamma e il suo papà in un remoto paesino di campagna. Suo papà era piuttosto irascibile e chiuso, usciva la mattina per andare nel bosco e tornava la sera, cosicché tutto il giorno Andrea lo trascorreva con la sua mamma, che era di costituzione gracile e non poteva andare a lavorare nei campi a lungo. Come quasi tutti i bambini della sua età, anche a lui piaceva giocare nel fango, con i suoi amichetti; piaceva andare a caccia di lucertole; piaceva correre a perdifiato….
Ogni volta che tornava a casa sporco, lacero o con qualche sbucciatura, la mamma lo sgridava:
<<Andrea ma quante volte ti devo dire che io non ce la faccio a lavare tutti i giorni?>>
<<Scusami mamma, non lo farò più>>
<<Poi avevo bisogno di te oggi per andare alla fontana…>>
<<Perdonami mamma, domani farò il bravo, te lo prometto>>
Allora la sua mamma, per cui Andrea era la sola ragione di vita, si abbracciava stretto stretto quel suo bambino discolo. Andrea capiva che faceva soffrire la sua mamma e chiedeva scusa. Ma era un bambino appunto, quindi il giorno seguente tornava a fare esattamente le cose per cui aveva chiesto scusa il giorno prima. E nemmeno ascoltava la sua mamma.
La mamma non sapeva cosa fare. Non voleva che il suo bambino diventasse, un giorno, come certi adulti di sua conoscenza, che erano diventati così ciechi di fronte alle sofferenze altrui, tutti chiusi nel loro egoismo e nei loro bisogni.
Un giorno, l’ennesimo che Andrea combinò una delle sue marachelle, la mamma come al solito lo sgridò e lui chiese scusa. Come al solito. Solo che questa volta la mamma chiamò Andrea a se e disse:
<<Andrea, ogni qualvolta farai qualcosa che io non voglio tu faccia io pianterò un chiodo su questa parete.. poi ogni volta che chiederai perdono lo toglierò>>
<<Va bene mamma, ma vedrai che d’ora in poi ti ascolterò>>
Ma Andrea era solo un bambino e come tutti i bambini dimenticava in fretta le promesse che faceva e tornò a fare il bambino. Come al solito.
Sua mamma, però, non aveva dimenticato il suo proposito e quindi ogni volta che Andrea la faceva disperare piantava un chiodo, ogni volta che Andrea chiedeva perdono lo toglieva, con somma felicità di Andrea. Tutto andò bene finchè Andrea non notò una cosa strana. Quella parete si stava riempiendo di buchi.
<<Mamma, sono molto triste e sai perché? Io faccio il monello e tu pianti il chiodo poi ti chiedo perdono e tu togli il chiodo, ma il buco nella parete resta, quindi tu non dimenticherai che io sono stato monello!!>>
<<Così è il cuore della tua mamma Andrea. Ogni volta che tu chiedi perdono io lo faccio, ti perdono perché ti voglio bene, ma resta sempre una traccia nel mio cuore>>
<<Mamma, esclamò sconsolato Andrea, ma così rischiamo che un giorno la parete venga giù!!!>>
Andrea capì cosa voleva dire la sua mamma ma, siccome era solo un bambino di 10 anni, presto riprese a fare le sue marachelle. Come al solito.
