sabato, 31 dicembre 2005

 ANNO CHE TE NE VAI

Ti ho ascoltato con attenzione
Ho creduto di comprendere

Quanto mi sussurravi di giorno in giorno;
Forse qualcosa ho compreso
nei giorni del dolore, dell’impotenza.
Forse molto ho lasciato che si disperdesse
come volute di fumo nel vento dell’indolenza.
Eppure siamo stati fianco a fianco,
ci siamo intrecciati, abbarbicati l’uno                
all’altra quasi temendo la separazione.
Tu credevi di possedermi, io m’illudevo
di conoscerti, di padroneggiarti, di  poter

disporre di ogni tua ora, quasi dimentica
che il tempo si colma e si vuota sgranandosi
in filigrana di momenti vissuti, sabbia fine
che inesorabile scivola nella clessidra.                  
E così adesso te ne vai. E non so se quello
che abbiamo vissuto appartenga a te, se io
sono stata soltanto una compagna occasionale.
Mi sei scivolato accanto, hai segnato in modo
indelebile, ma vai sicuro senza voltarti indietro.
Perché io sappia che non tornerai, perché impari    
ad accettare ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.                            
Te ne vai, con la tua valigia zeppa di cose  vissute,
di sogni accarezzati, di speranze riposte, di attese silenziose.
Mi lasci qui, nello schiamazzo generale, nell’euforia
delle speranze nuove, nell’incertezza di ciò che sarà.
Addio vecchio anno!

Ringrazio Symphony per questo post. L'ho copiato dal suo era così bello che mi ha entusiasmato

postato da: perlasmarrita alle ore 17:20 | Permalink | commenti (6)
categoria:eventi
domenica, 18 dicembre 2005

Cari amici  e viandanti di queste pagine, in prossimità di queste feste e per impegni personali, non si riesce a seguire, con la costanza e cura che ci sono proprie, questo blog. Ci prendiamo, quindi, un periodo di ferie che bene si intonano con l'atmosfera generale. Cogliamo l'occasione per porgere a tutti il nostro grazie per la vostra presenza, il vostro affetto nel commentarci, la vostra costanza nel seguirci.  Speriamo di riprendere al più presto.   GRAZIE!!!!!!!!!!!

Perla  e tutti del team  di  Agorà  augurano a tutti

 

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Mi scuso con tutti per aver cancellato  l'immagine precedente sostituendola con questa. L'ho ricevuta oggi con gli auguri da una coppia di miei amici; mi è sembrata bellissima e molto più adatta al mio blog e così la offro pure a voi. Un abbraccio a tutti!

postato da: perlasmarrita alle ore 18:42 | Permalink | commenti (77)
categoria:eventi, efkaristo, amicizia e dintorni
sabato, 17 dicembre 2005

Oggi vi posto questa fiaba corta corta, che risale all’epoca della mia infanzia. Era una fiaba  che mi aveva colpito molto, evidentemente,  se  me la ricordo ancora oggi che il sussidiario (eh si! c’era ancora il sussidiario durante gli anni della mia scuola elementare) chissà da quanto tempo è sparito e chissà dove. Una fiaba che mi piace perché dice ed insegna molto e, soprattutto, insegna qual'è il valore dell'ascolto "dell'altro". Ascolto vero. Un comportamento fondamentale per me.  A me è stata utilissima per la mia "crescita" interiore. Un buon sabato a tutti!

COME AL SOLITO

C’era una volta un bambino che chiameremo Andrea.  Non aveva fratelli Andrea e viveva con la sua mamma e il suo papà in un remoto paesino di campagna. Suo papà era piuttosto irascibile e chiuso, usciva la mattina per andare nel bosco e tornava la sera, cosicché tutto il giorno Andrea lo trascorreva con la sua mamma, che era di costituzione gracile e non poteva andare a lavorare nei campi a lungo. Come quasi  tutti i bambini della sua età,  anche a  lui piaceva giocare nel fango, con i suoi amichetti; piaceva andare a caccia di lucertole; piaceva correre a perdifiato….

Ogni volta che tornava a casa sporco, lacero o con qualche sbucciatura, la mamma lo sgridava:

<<Andrea ma quante volte ti devo dire che io non ce la faccio a lavare tutti i giorni?>>

<<Scusami mamma, non lo farò più>>

<<Poi avevo bisogno di te oggi per andare alla fontana…>>

<<Perdonami mamma, domani farò il bravo, te lo prometto>>

Allora la sua mamma, per cui Andrea era la sola ragione di vita, si abbracciava stretto stretto quel suo bambino discolo. Andrea  capiva che faceva soffrire la sua mamma e chiedeva scusa. Ma era un bambino appunto, quindi il giorno seguente tornava a fare esattamente le cose per cui aveva chiesto scusa il giorno prima. E nemmeno ascoltava la sua mamma.

La mamma non sapeva cosa fare. Non voleva che il suo bambino diventasse, un giorno, come certi adulti di sua conoscenza, che erano diventati così ciechi di fronte alle sofferenze altrui, tutti chiusi nel loro egoismo e nei loro bisogni.

Un giorno, l’ennesimo che Andrea  combinò una delle sue marachelle,  la mamma  come al solito lo sgridò e lui chiese scusa. Come al solito. Solo che questa volta la mamma chiamò Andrea   a se e disse:

<<Andrea, ogni qualvolta farai qualcosa che io non voglio tu faccia io pianterò un chiodo su questa parete.. poi ogni volta che chiederai perdono lo toglierò>>

<<Va bene mamma, ma vedrai che d’ora in poi ti ascolterò>>

Ma Andrea era solo un bambino e come tutti i bambini dimenticava in fretta le promesse che faceva e tornò a fare il bambino. Come al solito.

Sua mamma, però, non aveva dimenticato il suo proposito e quindi ogni volta che Andrea la faceva disperare piantava un chiodo, ogni volta che Andrea chiedeva perdono lo toglieva, con somma felicità di Andrea. Tutto andò bene finchè Andrea non notò una cosa strana. Quella parete si stava riempiendo di buchi.

<<Mamma, sono molto triste e sai perché? Io faccio il monello e tu pianti il chiodo poi  ti chiedo perdono e tu togli il chiodo, ma il buco nella parete resta, quindi tu non dimenticherai che io sono stato monello!!>>

<<Così è il cuore della tua mamma Andrea. Ogni volta che tu chiedi perdono io lo faccio, ti perdono perché ti voglio bene, ma resta sempre una traccia nel mio cuore>>

<<Mamma, esclamò sconsolato Andrea, ma così rischiamo che un giorno la parete venga giù!!!>>

Andrea capì cosa voleva dire la sua mamma ma, siccome era solo un bambino  di 10 anni, presto riprese a fare le sue marachelle. Come al solito.

 

 

 

postato da: perlasmarrita alle ore 00:47 | Permalink | commenti (14)
categoria:malinconia, fiabe e storielle, amicizia e dintorni
venerdì, 16 dicembre 2005

EMERGENZA PELLICCE

Una nuova investigazione, condotta da Swiss Animal Protection e EAST International, ha portato alla luce orrori inimmaginabili all’interno degli allevamenti di animali da pelliccia in Cina: animali rinchiusi in anguste gabbie di rete metallica, completamente spoglie e senza riparo. Una prigionia che provoca gravi effetti sul loro comportamento: stereotipie, passività, automutilazione, problemi di riproduzione, fino all'infanticidio. Al momento dell’uccisione gli animali, portati nei mercati all’ingrosso dove le grandi compagnie vanno ad acquistare le pelli, vengono storditi con ripetuti colpi alla testa, inferti con un bastone, con una barra metallica, oppure prendendo gli animali dalle zampe posteriori e sbattendoli a terra con violenza. Gli animali lottano, hanno convulsioni, infine giacciono tremanti a terra: molti rimangono vivi. Poi arriva l’accetta, ma non per finirli, per mutilare la zampe. La scuoiatura avviene quando molti sono ancora coscienti; anche alla fine respirano ancora e il cuore continua a battere, i movimenti del corpo e degli occhi sono evidenti per altri 5/10 minuti. La LAV, a fianco delle associazioni SAP e EAST INTERNATIONAL, sta sviluppando una forte campagna di sensibilizzazione ed informazione dell’opinione pubblica su quanto sta accadendo in Cina, grazie alla complicità del mercato della moda. Chiediamo al Governo Italiano di approvare al più presto un bando nazionale che vieti l’importazione e la commercializzazione di pelli e pellicce provenienti dalla Cina.

Puoi aiutarci firmando la petizione

Clicca e firma la petizione

Nel sito c'è pure un filmato che mostra gli orrori che questi animali son costretti a subire. Io personalmente non ho avuto il coraggio di cliccarvi perchè presenta delle immagini molto crude.

Questo post è frutto della collaborazione tra questo blog e quello di Rosaspina, Killerinside e Fantedicuori, che ringrazio. La petizione che troverete è in italiano, lo sottolineo poichè in passato ho preso uno svarione per pubblicare una petizione in una lingua di cui non ho la padronanza. Mi scuso con tutti per la mia scarsa presenza attuale qui con voi, ma ho una mole tale di impegni che non mi lascia tempo se non per brevi pause. E l'orario di pubblicazione di questo post ne è la riprova... Almeno fino a lunedì sarà così; io vi ringrazio della vostra presenza e del vostro affetto. Un abbraccio a tutti e un buon fine settimana.

postato da: perlasmarrita alle ore 00:19 | Permalink | commenti (13)
categoria:natura, diritti, orrori
giovedì, 15 dicembre 2005

crete asfaltate

Ho fatto un sogno 2...

(sottotitolo... si ri-distenda sul lettino e mi racconti...)

... fango, polvere, buche sulla strada... segnali di divieto, di obbligo, semafori... vigili urbani, polizia, autovelox... carte stradali, cartelli indicatori, navigatori satellitari... BASTAAAAA!!! Mi ribello... niente più limiti... voglio andare dove, quando e come voglio io... e nessuno sulla mia strada... mi sono rotto!!! Basta!!! ASFALTO TUTTO !!!
Si basta con le strade... via i boschi e gli animali selvatici che ci attraversano e ci distruggono la macchina... via i prati con i fiorellini colorati che attirano api e insetti che si spiaccicano sul parabrezza... via ruderi antichi di casolari disabitati, chiese diroccate, ponti distrutti... è ora di farla finita!!!
Ma vogliamo mettere un bel manto di asfalto grigio???... ci asfalto le colline senesi, tutto il chianti, l’Amiata e fino a Roma... e se non mi basta asfalto anche fino a Melito di Porto Salvo, e fino alle Alpi, Sicilia e Sardegna... e là ci fo anche un bel ponte... asfaltato anche quello... e se non mi basta ancora asfalto anche la Siberia e la Steppa, il Sahara e la Foresta Equatoriale...
Poi mi compro una bella moto e un gippone... e mi fermo solo per far benzina... per Roma? Sempre a sud... Parigi? Tutto dritto a nord... a Mosca? Facile, vado dritto a est e quando arrivo al Mar Nero giro a nord... e basta con i controlli di velocità, a tutta manetta vado!!!
E per l’ossigeno? E l’inquinamento? E i rifiuti?... ho pensato a tutto!!! Si fa una bella fabbrica che ricicla tutto... e per l’ossigeno si fa un bell’impiantino di trasformazione dell’anidride carbonica e dei gas di scarico... depuratori per l’acqua e mangiare in scatoletta... i campi di grano? Si sposteranno su Marte, là fa anche più caldo...
Ma vogliamo mettere?... basta con i global, no global, verdi, arancioni, wwf, e robe varie... basta confini, religioni, guerre e bandiere... ASFALTO... solo asfalto grigio... neutro... liscio...

Poi, come sempre, mi sveglio... faccio colazione con latte e miele, mi lavo, mi vesto, annaffio i vasi dei fiori in terrazza, prendo la macchinetta Euro4 e vado a lavoro rispettando segnali e semafori...

Ecco  dottore, questo è quanto.... ora mi dica... che numeri gioco al lotto?

 

 

GUASTOTOTALE

postato da: guastototale alle ore 08:48 | Permalink | commenti (8)
categoria:guasto, racconti surreali
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