venerdì, 31 marzo 2006

Ama il ricordo - Charles Baudelaire

Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,

delle montagne, dei boschi,delle nubi, dei mari,

oltre il sole e l'etere, al di là dei confini delle sfere stellate,

spirito mio tu ti muovi con destrezza

e, come un bravo nuotatore

che si crogiola sulle onde,

spartisci gaiamente, con maschio, indicibile piacere,

le profonde immensità.

Fuggi lontano da questi miasmi pestiferi,

va' a purificarti nell'aria superiore,

bevi come un liquido puro e divino il fuoco chiaro

che riempie  gli spazi limpidi.

Felice chi, lasciatisi alle spalle gli affanni e i dolori che pesano

 con il loro carico sulla nebbiosa esistenza,

può con ala vigorosa slanciarsi verso i campi luminosi e sereni;

colui i cui pensieri, come allodole,

saettano liberamente verso il cielo del mattino;

colui che vola sulla vita e comprende agevolmente

il linguaggio dei fiori  e delle cose mute

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categoria:poesie e affini
giovedì, 30 marzo 2006

 La volpe e il taglialegna  - Esopo -

Una volpe, inseguita dai cacciatori, vide un taglialegna e lo supplicò di nasconderla. Egli la invitò ad entrare nella sua capanna e ad appiattirsi. Dopo non molto, giunsero i cacciatori e chiesero al taglialegna se avesse veduto passar di là una volpe. Quello dichiarò ad alta voce di non averla vista; ma intanto, con un cenno della mano, indicava loro il nascondiglio. I cacciatori non badarono ai suoi cenni, ma prestarono fede alle sue parole. Come li vide allontanarsi, la volpe uscì, e se ne andava senza dir parola, quando, con tono di rimprovero, il taglialegna le chiese se, dopo essere stata salvata da lui, non le testimoniava la sua riconoscenza nemmeno con una parola. E quella: <<Non avrei mancato di ringraziarti>>, disse <<se i gesti delle tue mani e il tuo comportamento fossero stati simili alle tue parole>>.

 

Questa favola, credo una delle più semplici ma più belle di Esopo, conclude quello che è stato, questa settimana, un mio peculiare, personalissimo percorso di riflessione sulla società e, in particolare, sulle figure  - e  i “figuri” – protagonisti di questi ultimi giorni. E’ un’allegoria che vuole essere – a mio avviso - oltre che un grande insegnamento di vita,  anche occasione formidabile di introspezione.   Una fiaba che credo si possa adattare, per la sua attualità, alla società tutta ma, in particolare,  applicare a certi uomini, caimani e non, i quali, a parole, manifestano i più generosi propositi, ma all'atto pratico ……

 Buon fine settimana a tutti.

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categoria:società, fiabe e storielle
mercoledì, 29 marzo 2006

Cirano – F. Guccini

 

Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto !
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada vi uccido quando voglio.


Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria ma non avete scorza ;
godetevi il successo, godete finché dura
ché il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli ? L'arrivismo ? All'amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.


Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti ;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte ;
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato ;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza  io non perdono e tocco.

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore ;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi ;
a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.

Venite gente vuota, facciamola finita :
voi preti che vendete a tutti un'altra vita ;
se c'è come voi dite un Dio nell'infinito
guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali ;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco
.

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo ;
dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole;
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano
.

"....tornate a casa nani, levatevi davanti!"

 

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categoria:canzoni, società
mercoledì, 29 marzo 2006

Le cose sono di due maniere; alcune in potere nostro, altre no. Sono in potere nostro l'opinione, il movimento dell'animo, il desiderio, l'avversione, in breve tutte quelle cose che sono nostri propri atti. Non sono in poter nostro il corpo, gli averi, la reputazione, le cariche pubbliche e in breve quelle cose che non sono nostri atti. Le cose poste in nostro potere sono di natura libere, non possono essere impedite né attraversate. Quelle altre sono deboli, schiave, sottoposte a ricevere impedimento e, per ultimo,  sono cose altrui.

Epitteto

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categoria:aforismi e frasi celebri
martedì, 28 marzo 2006

Questo blog esprime piena solidarietà al Comitato di redazione del “Mucchio Selvaggio”.

Franti, un  mio caro amico, che del mensile "Mucchio Selvaggio" fa parte,  ha lasciato ieri il seguente commento:

“….e a proposito di piazze pulite, censure et similia ecco che cosa ci è successo al mucchio selvaggio, la mail l'ha spedita il direttore poco fa; vorrei far notare che si è trattato non di censura in senso stretto ma di piaggeria bell'e buona da parte di qualche pavido lecchino, il che, per me, è anche peggio. vorrei anche dire che in tanti anni, invece, il mucchio selvaggio non mi ha mai censurato una sola riga, neanche le più pesanti, fossero esse rivolte a destra come a sinistra. ecco cmq il comunicato:

CENSURA AL MUCCHIO


La copertina del “Mucchio Selvaggio” di aprile “avrebbe” dovuto riportare un disegno di uno storico personaggio del fumetto italiano.. Il "catzillo" è un fumetto underground, molto famoso negli anni ottanta, che l'autore ha modificato per noi facendolo assomigliare a Berlusconi. Ovviamente legato a un lungo articolo che mette in guardia sul votare “Forza Italia” alle prossime elezioni politiche. Abbiamo usato il verbo “avrebbe” perché il distributore nazionale (Parrini) si è rifiutato di fare uscire il giornale in edicola. Non vuole correre il rischio di denunce penali. Il giornale verrebbe comunque boicottato da molti distributori locali non di sinistra, il tipografo nicchia, la par condicio, rapporti con il potere etc etc. Insomma paura. Paura di ritorsioni legali, economiche e magari anche fisiche da parte del soggetto raffigurato nel disegno. I mezzi di cui dispone il Cavaliere non consistono solo nei soldi ma anche nel controllo, più o meno diretto, di fette rilevanti di settori strategici nella politica e nell’economia, che siano televisioni, banche, assicurazioni, pubblicità, case di distribuzione di pellicole cinematografiche e, appunto, di giornali. La redazione trova ciò un atto di censura inqualificabile. La satira è un diritto affermato dalla nostra Costituzione (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. - Art. 21). Se si va con la memoria indietro nel tempo a copertine, molto più feroci e provocanti, di giornali come "Il Male”, “Frigidaire” o “Cuore” ci si rende conto di come è peggiorato il rapporto tra la stampa e il potere e di quanto la libertà di espressione sia sempre meno garantita. La censura è sempre stata usata come strumento di repressione e negazione di valori e tematiche “scomode"

La copertina “censurata” è visibile e scaricabile sul sito www.ilmucchio.it     oppure scaricabile ciccando qui

Comitato di redazione del “Mucchio Selvaggio”.

 

Certe cose credo siano inammissibili in un paese che si autodefinisce "civile", e questo al di la della personale convinzione politica. Non importa se si è di destra o di sinistra. Il fatto è che non si può restare a guardare davanti a situazioni del genere oppure, peggio ancora, "girare la testa e far finta che non succeda nulla" -B. Dylan

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Questo post è pubblicato in collaborazione con Bardaneri, dal cui blog proviene il brano che segue:

Il Mucchio (Mensile di musica cinema libri performance e politica). Prezioso strumento per conoscere discutere, pensare, consigliare, leggere, sfogliare, ritagliare e quant'altro di Musica e non solo. Il Mucchio... chissà quante volte mi è capitato di leggerlo, in biblioteca aggratis, dagli amici, acquistato in edicola, insomma in un modo o nell'altro "Il Mucchio" ha fatto parte e fa parte del mio orizzonte culturalmusicaleinformativo and many others. Troppo bello per lasciarlo pascolare tranquillo per i cazzi suoi. Troppo bello. La libertà di circolazione delle idee, ahinoi, ha avuto ed ha i suoi check point. Alcuni palesi, altri incontrollati che spuntano a tradimento.Tutto potevamo immaginare in questa eterna e velenosa campagna elettorale; dall'insediamento di questo governo (longa manu della mattoneria  (- nelle nostra isola è una lobby che fa affari - ), del Venerabile Licio e di altri visi noti della Prima Res Pubblica; contenitore di riciclati repubblichini, stragisti, cavalieri del Lavoro, baciapile guelfi, nostalgici del quandoceralui, patetici celoduristi, qualunquisti del misonfattodame, pescecani manager, ecchipiùnehapiùnemetta) ad oggi, non ha avuto un attimo di sosta. Gli urlatori delle reti "private" e "pubbliche", megafoni potenti del nanodarcore, non hanno lasciato nulla di intentato. Se non si hanno prosciutti negli occhi tutto è chiaro. Detto questo niente da segnalare. sappiamo bene di cosa sono capaci. Si sa il veleno è nella coda. Prima di mollare il cadreghino faranno di tutto….”

postato da: perlasmarrita alle ore 08:30 | Permalink | commenti (24)
categoria:diritti, società
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