giovedì, 31 agosto 2006

Il post di Guasto ha svegliato in me ricordi sopiti. Legati a letture pregresse e, naturalmente, sullo stesso tema. Mi è tornato in mente un libro  “Il nome della rosa” di U. Eco, un libro che, credo, abbiamo letto tutti. Ma se non abbiamo letto il libro, di sicuro abbiamo visto il film che vedeva come protagonista Sean Connery.

In sintesi l'opera è ambientata nel medioevo e viene presentata come il manoscritto di un anziano monaco che ha trascritto un'avventura vissuta da novizio,  molti decenni addietro, in compagnia del suo maestro presso un monastero benedettino dell'Italia settentrionale e racconta di una morte misteriosa e del terrore da parte del priore, di essere accusato di questa morte; e qquindi della richiesta di intervento per tentare di far luce sull'accaduto.  La narrazione, suddivisa in sette giornate, scandite dai ritmi della vita monastica, vede protagonisti Guglielmo da Baskerville e il novizio Adso da Melk, il narratore della storia. In un'atmosfera inquietante, tra discorsi sulle donne, oggetto della perdizione del mondo, e sull'eresia, così antichi e al tempo stesso così moderni e attuali, Guglielmo e Adso si avvicinano sempre più alla verità, fino a scoprire il misterioso manoscritto (il secondo perduto libro della Poetica di Aristotele, che tratta della commedia, e dunque del riso e dello scherzo) per cui così tanti monaci sono morti e il misterioso assassino (Jorge da Burgos, l'ex-bibliotecario, ormai cieco, che aveva sparso sulle pagine del manoscritto un letale veleno) che così bene ha colpito nel monastero.

Si sa che il Medioevo si difendeva dalle non - culture eliminando fisicamente gli eretici. Nel monastero in questione la non cultura è rappresentata da una copia dello smarrito codice di Aristotele sul comico. Non c'è nulla di più pericoloso, per la dottrina ufficiale, della comicità, dell'ironia, della parodia. Il codice è in custodia usurpata del monaco più anziano, Jorge, un cieco, che lo ha intriso di un veleno in grado di uccidere chiunque lo tocchi. Smascherato, infine, lo dà alle fiamme e con il codice brucia anche l'intero monastero.

Nel medioevo il potere eliminava fisicamente i personaggi pericolosi, in questo caso chi poteva attingere e utilizzare l’ironia e la comicità. Oggi si portano in tribunale quando si può; oppure si censurano, si tenta di stroncare loro la carriera, se ci si riesce. Insomma oggi come ieri la comicità, l’ironia, la parodia fanno paura.  Perché?

Nelle foto:in alto la locandina del film, in basso la copertina del libro entrambi reperiti in rete

Mi scuso con tutti se non riesco a passare dai blogamici ma una subdola febbre mi rende stanca e lenta. Passerò appena mi sentirò meglio. Intanto auguro a tutti un buon fine settimana e vi lascio un abbraccio.

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categoria:opinioni, letture, società
mercoledì, 30 agosto 2006

IRON-IA e AUTO-IRON-IA
(quando si dice "essere duri" [di testa NDR] [iron=ferro NDR])

Menù
... come primo piatto il testo di una canzone di Max Gazzè, scritta dal fratello Francesco e che potete trovare sul suo sito
www.francescogazze.it...

AUTOIRONIA

L'intelligenza sta
nel comprendere appena in tempo
il ruolo preciso di un esistenza
le cose da gettare via
quelle importanti da valutare
per mettere a frutto le qualità

L'intelligenza sta
nel chiedersi sempre serenamente
se c'è la propria vita in allarme rosso
e non fare finta di ridere
con autoironia non mentire mai

L'intelligenza sta
nell'esser prudenti
quando cala una nebbia
sul rischio di cadere
troppo facile avere
la lucidità di quelli che
non sanno camminare

L'intelligenza sta
nel capire che la crisi interiore
è solo la fine del primo tempo
cinque secondi alla regia
pausa pranzo un minuto appena
chiuso per ferie o per inventario

L'intelligenza sta
nel cercare con estrema cura
possibili compagni d'avventura
e poter parlare di lei con autoironia
non mentire mai

L'intelligenza sta
nell'essere prudenti
quando cala una nebbia
sul rischio di cadere
troppo facile avere
la lucidità di quelli che
non sanno camminare

L'intelligenza sta
nel considerare il progresso
come un aiutino da "domenica in"
noi ce la caviamo con poco
la macchina del tempo
una buccia di banana

L'intelligenza sta
dove l'ipotesi ammette
l'urgenza di lei
dove c'è il bisogno reale
di mettersi a fare
un po' di autoironia

... per secondo una cosa da ridere...

I sette nani si recano in visita dal Papa. Sua Santita li accoglie molto cordialmente, domanda notizie di Biancaneve e poi, prima di congedarli, chiede loro se hanno qualche desiderio da esprimere. Ecco Santita dice Brontolo una cosa ci sarebbe. Vorremmo sapere se in seno a S. Madre Chiesa esiste una suora piccola come noi. Il Papa da ordine a vescovi, arcivescovi e cardinali di buttarsi sui computers ed esplorare tutti i data base delle suore. Un paio d ore dopo il Papa ritorna e fa: Mi dispiace ragazzi ma proprio non abbiamo trovato niente. Una suora piccola come voi non esiste. Non si preoccupi Santita dice il solito Brontolo per noi si e trattato di una semplice verifica.
Adesso siamo sicuri che Pisolo ha di nuovo scopato una pinguina.

...contorno...

L'AUTOIRONIA
Ridere, sorridere sono una prerogativa tutta umana di cogliere il comico in ciò che viene detto o fatto. Questa disposizione a cogliere gli aspetti contraddittori e bizzarri della vita viene comunemente detta "umorismo". Le persone equilibrate presentano un particolare tipo di umorismo: non quello maligno che nasce dall’offesa di altri o di ciò che si ritiene inferiore, ma quello che vede il lato comico di se stessi e delle situazioni nelle quali ci si viene a trovare. Ridere di sé può essere un vero spasso. Chi riesce a farlo è una persona che sa giocare con se stessa e dunque anche con gli altri. E’ importante imparare a prendere benevolmente in giro il nostro io, così pieno di sé, che si prende troppo sul serio, che è suscettibile e diffidente. Se il saper ridere di se stessi è un ottimo combustibile per accendere l’umorismo, altrettanto può essere considerato il saper cogliere il lato buffo insito nei fatti. Tutto ciò che facciamo, il lavoro, lo studio, il gioco, le uscite con gli amici,
portano con sé un pizzico di comicità che non aspetta altro che di essere colto. La capacità di individuare i propri lati umoristici porta a conoscersi e ad amarsi per quel che si è. Anche quelle che consideriamo delle figuracce possono rivelarsi delle situazioni molto divertenti che permettono di relativizzare e sdrammatizzare ciò che facciamo. Con l’umorismo inoltre abbiamo la possibilità di scaricare le piccole tensioni che accumuliamo durante la giornata. Vedere sotto quest’ottica noi stessi, gli altri e ciò che ci capita ha degli effetti benefici garantiti.
(Psicologia a cura di Francesca Mandis -
http://www.somgiovani.it)
 
...e infine il dolce (per qualcuno amaro)...

Tentano di rubare nani da giardino: arrestate (!!!)
Quattro ragazze in manette per il tentato furto da una casa di Olgiate Olona: 2 in carcere, 2 (minorenni) solo denunciate
OLGIATE OLONA (VARESE) - Sono tra le prime a essere mai state catturate. Il «Fronte per la Liberazione dei Nani da Giardino» è tornato a colpire nel varesotto ma questa volta 4 accolite sono finite nei guai... Le ragazze finite in prigione sono poi state scarcerate in quanto non possono essere ritenute pericolose.... E poi non hanno precedenti penali. Le giovani erano state sorprese da una pattuglia di carabinieri mentre stavano portando via dal giardino di una casa a Olgiate Olona quattordici nanetti.... Nessuna di loro ha precedenti penali e vi è anche il sospetto che non facciano effettivamente parte del Fronte che si batte per la liberazione dei nani da giardino: una liberazione che, però, agli stessi nanetti non è certo gradita visto che di solito vengono portati in mezzo ai boschi e qui fatti a pezzi perchè, secondo il Fronte, così facendo si libera la loro anima. Per le quattro ragazzine, due sono sorelle fra loro, è scattata l'accusa di violazione di domicilio e di furto aggravato in concorso...

(http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/08_Agosto/11/nani.shtml)
(
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_cronache_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=164207&IDCategoria=10)

Non chiederti cosa un nano può fare per te... piuttosto cosa tu puoi fare per un nano!!!
Questo è il manifesto del M.A.L.A.G. Movimento Autonomo per la Liberazione delle Anime da Giardino. E continua...  Il MALAG è un movimento volontario e senza fini di lucro che ha come obiettivo la liberazione delle anime dei nanetti da giardino, imprigionati in corpi di gesso da uomini senza pietà e ridotta in schiavitù in giardini sempre verdi. Bloccati in un involucro di gesso, costretti a sorridere, al freddo, sotto la neve e la pioggia, soggetti agli sberleffi e dei bisogni dei vari animali e spesso dei piccoli umani, lontani dal vostro mondo, lontani dal bosco ... come vi sentireste voi al posto loro?
Ma qual'è la filosofia che muove il ''liberatori''? Per comprenderne le ragioni, forse può essere d'aiuto una frase estrapolata dall'arringa dell'avvocato francese Dubour, difensore di alcuni giovani ladri di nani: ''Tutto ruota attorno al problema dell'umanizzazione dei nani. Bisogna richiuderli in un giardino o lasciarli liberi nella foresta?''.  Se pensate che il quesito non vi toglierà il sonno, forse fareste meglio a considerare che in Europa, la popolazione dei nani da giardino è stata stimata ai trenta milioni di unità. Un dato che può far comprendere l'allarme sociale destato dai continui blitz ed il clamore mediatico che ne consegue.

... in seguito all'arresto delle 4 ragazze il sito del MALAG (www.malag.it) è stato messo fuori servizio...

D'ACCORDO CHE LA PROPRIETA' PRIVATA è UN DIRITTO SACRO E SANTO (!!!)... ma l'ironia del gesto dove la mettiamo? è possibile che si cerchi il dramma anche in questi "piccoli" episodi?... Questa frase mi fa molto pensare... "Le persone equilibrate presentano un particolare tipo di umorismo: non quello maligno che nasce dall’offesa di altri o di ciò che si ritiene inferiore, ma quello che vede il lato comico di se stessi e delle situazioni nelle quali ci si viene a trovare." e ancora... "Con l’umorismo inoltre abbiamo la possibilità di scaricare le piccole tensioni che accumuliamo durante la giornata."... non è che in questo mondo moderno (in cui si tende a "inscatolare" tutto) invece di aprirci agli altri e di usare un po' di IRONIA ci chiudiamo sempre più in noi stessi e finiamo per "usare" solo la prima pare di questa parola IRON (=Ferro in inglese) creandoci davvero barriere mentali insormontabili e, peggio ancora, auto-convincendoci che "in realtà io sono aperto, sono gli altri a essere chiusi e duri con se stessi"... forse dovò cambiare la frase "so' de coccio" in "so' de iron"...

Ciao
GUASTOTOTALE

postato da: guastototale alle ore 10:33 | Permalink | commenti (21)
categoria:humor, guasto
martedì, 29 agosto 2006

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postato da: perlasmarrita alle ore 13:06 | Permalink | commenti (18)
categoria:
lunedì, 28 agosto 2006

la vignetta è di Vauro

Ognuno, a questo mondo,  ha il suo modo di aiutare i bambini in quei Paesi dove c'è, o vi è stato, un conflitto. Alcuni - per esempio - pensano che con tante belle mine, anche a guerra finita, i bambini potranno giocare felici. A che servono libri, quaderni, aquiloni, trenini, palloni,  bambole? No, no. Meglio le mine, non fanno distinzione! E lasciano moltissimi di questi bei giocattoli dietro di loro. Come sono generosi! Non trovate?

postato da: perlasmarrita alle ore 20:59 | Permalink | commenti (12)
categoria:bambini, orrori
domenica, 27 agosto 2006

Non sarò breve...  non per queste cose!!!
Qualche anno fa (era il 2002) il mondo era ancora scosso dalla guerra in Afghanistan, continuamente TV e Radio ci “bombardavano” di immagini di bambini impauriti, sporchi, malnutriti, abbandonati a se stessi... lo hanno sempre fatto, lo faranno sempre... più per l’audience che per la notizia... la cosa più “triste” è che ormai certe immagini quasi non ci toccano più... troppo distanti da noi... a noi non succederà mai... noi siamo diversi... l’hanno voluta loro!!! (mi ci metto anche io nel coro dei commenti). In questo contesto l’amico aquilonista Vladimiro Rossi del club Aquilonisti Alta Quota lanciava un iniziativa: distribuire aquiloni ai bambini afgani. L’iniziativa fu intitolata “PROGETTO VOLA KABUL – Un aquilone per un sorriso”.  - Si - mi dissi al momento - la solita iniziativa umanitaria, che c'entriamo noi, noi facciamo volare aquiloni, non si sfameranno di certo con quelli...- Piano piano la decisione di lanciarmi nel progetto si fece strada e siccome quando prendo una decisione cerco di portarla fino in fondo “qualunque cosa accada” decisi di mettere da parte i pregiudizi e mi feci promotore della costruzione di 500 aquiloncini. Praticamente qualche ora al giorno del mio tempo libero per qualche mese. L’iniziativa si concluse in maniera positiva, e anche se non fu raggiunta la partecipazione sperata, un bel numero di aquiloni fu consegnato. Oggi potete trovare una descrizione del progetto sul loro sito http://www.altaquotaquiloni.it/progetto_kabul.html .
Cosa mi è rimasto di tutto questo? Esistono, allora, guerre giuste e guerre ingiuste?  Posso per (solo) questo dichiararmi pacifista? Sarà, il mio, un atto di altruismo o dietro ad un azione come questa c’e’ solo l’egoismo di sentirmi il cuore in pace, almeno per un po’? Un’azione come questa può aver cambiato veramente qualcosa dentro di me? E a loro, sarà servita a renderli felici almeno un po’? ... Queste domande ogni tanto tornano fuori... ogni volta che vedo persone che soffrono (non solo bambini) ripenso a questi dubbi che mi porto dentro... Non so se troverò mai una risposta, per ora ho 300 aquiloncini già pronti...

Da “La Stampa Web” (www.lastampa.it)
Taleban: gli editti del Medioevo afghano
Subito dopo la presa di Kabul, i taleban emisero degli editti per disciplinare il comportamento delle donne e molti altri aspetti della vita quotidiana. Ecco qualche esempio del trattamento che il regime di Kabul riserva da anni agli afghani, in particolare alle donne, in base alle interpretazioni più estreme della legge islamica.
La vita pubblica
Presidenza generale di Amr Bil Maruf Kabul, dicembre 1996
1. Sedizioni e abiti femminili. Nessun conduttore di autoveicoli è autorizzato a far salire donne che indossino il burqa iraniano. In caso di violazione, l’autista sarà imprigionato. Se si noterà in strada una donna in burqa iraniano che chiede un passaggio, si cercherà la sua casa e il marito sarà punito. Se le donne indossano abiti attraenti e seducenti senza essere accompagnate da un parente stretto, gli autisti non le devono far salire.
2. Musica. Nei negozi, negli alberghi, sui mezzi di trasporto la musica è proibita. I controlli vanno effettuati a partire da cinque giorni da questo editto. Se la cassetta musicale viene trovata in un negozio , il negoziante sarà messo in carcere e il negozio chiuso. Se cinque persone garantiscono per lui, più tardi il negozio potrà essere riaperto e il criminale rilasciato. Se la cassetta viene trovata in un veicolo, il veicolo sarà sequestrato e chi lo guida imprigionato. Se cinque persone garantiscono per lui, più tardi il veicolo verrà dissequestrato e il criminale rilasciato.
3. Barba. A un mese e mezzo da questo editto, chiunque abbia rasato e/o tagliato la sua barba sarà arrestato e incarcerato finché la barba non sarà cresciuta rigogliosa.
4. Uccelli. E’ proibito tenere in casa piccioni e uccelli da compagnia. Trascorsi dieci giorni da questo editto, partiranno i controlli. Se verranno trovati piccioni o qualunque altro uccello da compagnia, questi saranno uccisi.
5. Aquiloni. I negozi di aquiloni devono essere chiusi, il volo è proibito.
Etc. etc

Copy of kite flying kabulArticolo su “La Gazzetta Web” (www.lagazzettaweb.it)
La storia di Zoya, nata a Kabul

Può sembrare assurdo, in un paese come l’Afghanistan - martoriato dalla guerra, oppresso dal fondamentalismo islamico, in cui tra il 1979 e il 1989 (durante la dominazione russa) sono morte un milione di persone e che ha tuttora il proprio territorio disseminato di mine — preoccuparsi perché sono spariti gli aquiloni.
Eppure Zoya ne parla spesso nella storia che John Follain e Rita Cristofari hanno raccolto e raccontato in “Zoya — la mia storia” edito da Sperling & Kupfer.
Gli aquiloni sono un’antica tradizione afgana, hanno colorato i cieli e dato gioia ai bambini, finché i talebani li hanno proibiti, aggiungendo questo divieto a mille altri, assurdi, ingiusti, limitativi della libertà personale, alle uccisioni, ai sequestri, ad ogni sorta di obbligo, trovando in una atroce interpretazione del Corano la giustificazione alla loro prepotenza, ponendo norme feroci su ogni aspetto della vita, personale e collettiva. Fino ad arrivare agli aquiloni, dimostrando che nessun tipo di libertà, di gioia, di colore è tollerato.
Zoya è nata a Kabul nel 1978, ha perso entrambi i genitori, uccisi dai fondamentalisti perché oppositori politici. Dal 1992 è profuga in Pakistan dove ha studiato e dove lavora per la RAWA, l’associazione rivoluzionaria delle donne afgane. E’ un’associazione di donne non armate che lavorano nei campi profughi...

Articolo su “La Repubblica” (www.repubblica.it)
La polizia di regime aveva vietato qualsiasi forma di svago
Ora i piccoli tornano a imparare a divertirsi.
Giocare non è più proibito
La gioia dei bimbi afgani
Dopo il bando Taleban, tornano aquiloni e trenini.

di ANAIS GINORI
Sono tornati a volare in cielo gli aquiloni, rotolano pneumatici di bici trasformati in cerchi da gioco, si cuciono in fretta palloni per poter disputare una partita di calcio, anche il trenino elettrico è qualcosa di straordinario. C'è persino chi si diverte a combattere virtualmente con un gameboy, diabolica sorpresa importata dai soldati occidentali. I bambini afgani ricominciano a giocare. Scene di vita quotidiana cancellate durante l'èra Taleban. A Kabul, MazariSharif, a Jalalabad e a Kunduz, nelle città liberate la sharia del mullah Omar che proibiva di divertirsi non è più legge. E così, dopo quasi cinque anni, sono loro, i piccoli afgani a trovare qualcosa di sconosciuto o perduto, un'innocenza e una gioia vietati finora per decreto. Circolano di nuovo libri di figurine, come i nostri vecchi album Panini, molti dei quali vengono da Pakistan. Il ministero per "la lotta al vizio e la promozione della virtù", distrutto dalle bombe americane sopra Kandahar, nel '96 aveva deciso che l'iconografia non sacra era vietata. Via i racconti di favole, le immagini fantastiche, via le foto. Le prime immagini della Kabul liberata dai Taleban mostrano gli aquiloni in cielo. Erano spariti nel '98, quando la polizia del mullah Omar fermò nella capitale due bambini in un giardino pubblico. Non sta bene, meglio pregare nelle madrasa, studiare il Corano, aiutare in casa, fare il bracciante, elemosinare. Le strade di MazariSharif sono diventate famose per essere piene di piccoli orfani a elemosinare. Ora i bimbi questuanti sono ancora lì ma possono liberare gli aquiloni...

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Questo post è ripreso da un post lasciato da Guasto l'8 novembre scorso. Continua il mio cammino tra i post degli amici che si occupano in qualche modo di bambini in relazione alla guerra, alle guerre. Guasto è un mio carissimo amico, nonchè compagno di viaggio su Agorà. Io gli sono molto riconoscente perchè dal giorno che ha deciso di abbandonare il suo blog per trasferire il suo impegno su Agorà, non solo il blog è diventato migliore, ma anche io lo sono. Guasto mi ha sempre sostenuta nei momenti più duri, mi ha dato forza quando ero debole, mi ha trattata duramente quando era il caso, mi ha dato la sua fiducia. Non so come ringraziarlo, non conosco parole sufficientemente esplicative per farlo. Anche quando problemi personali lo hanno costretto lontano da questo foglio non è comunque venuto meno il suo sostegno, la sua presenza. Dirgli grazie è poco, è nulla. Auguro a chiunque abbia a cuore la vera amicizia, di ritrovarsi un amico così. Grazie Guasto.

postato da: perlasmarrita alle ore 20:45 | Permalink | commenti (23)
categoria:bambini, aquilone, guasto, amicizia e dintorni
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