mercoledì, 31 gennaio 2007

Sul far della sera, una ragazza passeggiava lungo una strada, beandosi del suono di un pianoforte che arrivava da una finestra illuminata. Ad un tratto scorse un vecchio che stava sul ciglio della strada a rimirare se stesso riflesso sulla strada bagnata.  Un pensiero improvviso la colse e gli chiese a bruciapelo cosa fosse la Felicità. "Per me, posso dirti - rispose l'uomo - è la pace interiore unita a quella degli altri.". La ragazza, però, non essendo mai stata felice, non capiva e, ancora, chiese all'uomo di essere più chiaro. "La Felicità, vedi - continuò il vecchio - è come questa strada. Ora tu sei qui, vicina a me, ma di essa vedi solo la parte che calpesti: non vedi né l'inizio né la fine. Dove ci troviamo noi, ora, ecco, questo è il nostro Presente. Ciò che non vediamo, l'inizio, è il Passato - che sappiamo essere stato ma non rammentiamo bene come - e quest'altra parte, quella finale, è il Futuro, che ancora non conosciamo. Ma questa è una lunga Strada, impervia e ricca di ostacoli, con curve a gomito e scarpate nelle quali si può rischiare di cadere. Alcuni di noi si arrischiano lungo questa Strada, ma i più deboli cadono molto presto: tanti hanno la forza di rialzarsi, ma molti altri non ne hanno. Altri ancora, invece, sbandano solo nelle curve più pericolose e, alla fine, riescono comunque a rimettersi in carreggiata."

 La ragazza osservava il vecchio alla luce dei lampioni e riconobbe la verità nelle sue parole: quella strada era davvero molto tortuosa e ciò la spaventò… "Ma io sono debole, non riuscirò mai a percorrere.." cercò allora di dire, titubante, la ragazza. "Nessuno mai è debole, se non di fronte alla Morte", le rispose l'uomo. "Come posso essere felice con tutta questa strada sotto i piedi?" chiese, allora, lei. "Oh, sta proprio qui il Mistero di tutto, cara. Sta nella Strada, nella terra che tu ed io calpestiamo.. E' come una magia: basta pensare che la Strada sia dritta e piana e la nostra mente la farà dritta e piana. Coloro che sono felici la percorrono in questo modo: nessuno di loro sbanda o cade perché nella loro strada non vi sono curve o burroni. È questo il segreto: la Felicità appartiene a tutti."  Ella lo guardò e vide una strana luce nei suoi occhi. Poi gli chiese: "Ma tu hai la tua Felicità?".

La musica era cessata e si udiva solo l’ululare dei cani alla luna.  L’uomo non rispose, voltò le spalle e prese ad incamminarsi. La ragazza lo osservò, ancora una volta: egli doveva essere molto felice, perché la sua andatura era perfettamente dritta, come se egli puntasse una meta inesistente davanti a sé. In lei nacque un poco d'invidia e lo guardò allontanarsi. Ma sgranò gli occhi quando si rese conto che quell'uomo non era più un vecchio. Non era più neppure un uomo. Era una graziosa ragazza che sorrideva. Era lei.

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categoria:introspezioni, fiabe e storielle
martedì, 30 gennaio 2007

E vorrei  ora, in questo istante

che il mio vuoto non fosse mancanza

e vorrei ora in questo istante

che il mio vuoto fosse la mia anima

 assente, piena, consapevole.

E  muovo passi nel mio deserto

e ricerco le tue orme

cancellate da altri passi

E scalo le mie dune e la mia vita

e raggiungo le oasi dei tuoi occhi

accorgendomi solo troppo tardi

di respirare un miraggio  

E vorrei ora, in questo istante

non assaggiare il tuo rifiuto

che scava l’anima

e mina il cuore.

E vorrei ora, in questo istante

non aver scoperto

che tu hai la mia stessa sofferenza

ma diverso è il deserto

e  occhi di diverso colore ha l’oasi

E vorrei ora, in questo istante

ritrovare me stessa

quella fiducia smarrita nel vento

rapita dal tempo

che ha la condanna

di una tavola imbandita.

Ossimoro inenarrabile

 di un'anima amabile 

imprigionata in un corpo sgraziato.

Francesca

Botero - La ballerina

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categoria:emozioninpoesia
lunedì, 29 gennaio 2007

Disegni di Quino - Testi di Perla

 

Queste vignette le ho costruite e postate ieri sera. Stamattina vorrei aggiungere qualcosa che lo stato d'animo mio di ieri sera non permetteva.  Chi trova un amico che, senza neppure tu metta tante parole in fila e che quindi sveli quello che provi, riesce a capire perfettemente il tuo stato d'animo e senza tanti giri di parole agisce al meglio... beh .. chi trova un amico così se lo tenga caro perchè è un amico prezioso. Sono gratissima a Furio di farmi da pungolo, anzi sono io che gli dico "non smettere di pungolare, scherzare, richiamarmi... senza questo forse davvero sarei già scesa da Splinder".  Mi sono permessa, sapendo che Furio sa scherzare, accetta e restituisce lo scherzo senza fraintesi di sorta,  di prendere in giro me stessa partendo dal suo commento. Di prendere in giro la mia tristezza, la mia sopraggiunta abulia... questi stati d'animo non propriamente esaltanti che si sono impadroniti della mia anima da un pò.  Ringrazio quindi Furio per esserci, e per esserci come c'è. E ringrazio tutti quelli che nonostante la mia sostanziale assenza mi onorano della loro visita e della loro amicizia.

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categoria:humor
lunedì, 29 gennaio 2007

• Settimana 1:
Oggi ho compiuto una settimana. Che bello essere al mondo!

• Mese 1:

La mia mamma si prende cura di me molto bene. E' una mamma esemplare.

• Mese 2:

Oggi mi hanno separato dalla mia mamma. Era molto nervosa e con i suoi occhi mi ha detto addio.
Spero che la mia nuova "famiglia umana" si occupi di me così bene come lo ha fatto lei.

• Mese 4:

Sono cresciuto in fretta, tutto richiama la mia attenzione. Ci sono molti bambini in casa e per me sono come fratelli. Siamo molto irrequieti, loro mi tirano la coda e io li mordo per gioco.

• Mese 5:

Oggi mi hanno rimproverato. La mia padrona si è arrabbiata perchè ho fatto la pipì in casa, però non mi hanno mai detto dove devo farla. Inoltre dormo nel ripostiglio... e già non lo sopporto!

• Mese 6:
Sono un cane felice. Ho il calore di una casa, mi sento al sicuro e protetto. Credo che la mia famiglia umana mi ama e mi coccola. Quando mangiano mi offrono qualcosa. Il cortile è tutto per me e mi diverto a scavare come i miei antenati, i lupi, quando nascondono il cibo. Non mi educano. Probabilmente gli va bene tutto ciò che faccio.

• Mese 12:
Oggi ho compiuto un anno. Sono un cane adulto. I miei padroni dicono che sono cresciuto di più di quello che pensavano. Sicuramente si sentono molto orgogliosi di me.

• Mese 13:
Oggi mi sono spaventato. Il mio fratellino mi ha preso la palla. Io non prendo mai i suoi giocattoli.
Però ha preso la mia palla. Però le mie mandibole sono forti e gli ho fatto male senza volere.
Dopo lo spavento, mi hanno incatenato e a malapena posso muovermi. Dicono che mi terranno sotto osservazione e che sono ingrato. Non capisco nulla di ciò che succede.

• Mese 15:

E' tutto diverso... vivo incatenato. Mi sento molto solo, la mia famiglia non mi ama più. A volte dimenticano che ho fame e sete. Quando piove non ho un tetto che mi ripari.

• Mese 16:
Oggi mi hanno tolto la catena. Di sicuro la mia famiglia mi ha perdonato ed ero così contento che saltavo con gioia. Addirittura mi portano a passeggio. Eravamo in strada e all'improvviso si sono fermati. Hanno aperto la porta ed io sono sceso felice credendo che fosse la nostra giornata in campagna. Non capisco perchè hanno chiuso la portiera e se ne sono andati. "Hey,aspettatemi!". Si... si sono dimenticati di me.
Correvo dietro alla macchina con tutte le mie forze. La mia angoscia aumentava nel rendermi conto che quasi svenivo e loro non facevano nulla: mi avevano dimenticato.

• Mese 17:
Ho cercato inutilmente la strada verso casa. Mi sento perduto. Nel mio cammino c'è gente di buon cuore che si impietosisce e mi dà qualcosa da mangiare. Io li ringrazio con lo sguardo e nel fondo dell'anima.
Vorrei che mi adottassero e sarei fedele come nessun altro. Ma mi dicono soltanto "povero cagnolino, forse si è perso".

• Mese 18:
L'altro giorno sono passato davanti a una scuola e ho visto molti bambini e ragazzi come i miei fratellini.
Mi sono avvicinato e un gruppo di loro, ridendo mi ha tirato una pioggia di pietre per vedere chi aveva la mira migliore. Una di quelle pietre mi ha ferito l'occhio e da allora sono cieco.

• Mese 19:
Da non crederci, quando ero più bello avevano più pietà di me. Ora sono molto magro; il mio aspetto è cambiato. Ho perso un occhio e la gente mi caccia con la scopa quando voglio mettermi un po' all'ombra.

• Mese 20:
A malapena riesco a muovermi. Oggi cercando di attraversare la strada in cui passano le macchine, una mi ha investito. Io ero in un posto sicuro chiamato canale, non dimenticherò mai lo sguardo soddisfatto dell'autista, che ha persino sterzato pur di investirmi. Magari mi avesse ucciso, ma mi ha solo slogato il fianco. Il dolore è terribile, le zampe posteriori non reggono più e con difficoltà sono arrivato strisciando fino a un prato.

• Mese 21:
Da 10 giorni sono sotto il sole, la pioggia, il freddo, senza mangiare. Non riesco più a muovermi. Il dolore è insopportabile. Sto molto male; sono in un posto umido e sembra che il pelo stia cadendo. Alcune persone passano senza vedermi, altre dicono: "Non avvicinarti". Io sono quasi incosciente, ma una strana forza mi ha fatto aprire gli occhi. La dolcezza della sua voce mi ha fatto reagire. "Povero cagnolino, guarda come sei ridotto", ha detto... vicino a lei c'è un signore con un camice bianco, mi ha toccato e ha detto : "Mi dispiace signora, ma per questo cane non c'è rimedio, è meglio che smetta di soffrire". La dolce signora ha pianto e poi ha annuito. Per quanto ho potuto, ho scodinzolato e con lo sguardo l'ho ringraziata perchè mi aveva dato un po' di conforto. Ho sentito soltanto la punta della siringa e mi sono addormentato per sempre, chiedendomi perchè sono nato se nessuno mi voleva.

 

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categoria:diritti, orrori, società, atmosfere
domenica, 28 gennaio 2007

Braccia tese
nel sogno di raggiungere le tue
Gambe stanche
dalle molte e molte strade
percorse inutilmente per seguire i tuoi passi
Occhi bruciati
dal sole di tutti i deserti
attraversati infruttuosamente
per sopraggiungerti
Cuore anodino
ridotto a frammenti di ombre
nel vano tentativo di ghermire
bagliori di felicità
Corpo immobile e remoto
riposa ora
lasciandosi accarezzare
solo
dai ricordi di conchiglie
e spruzzi di spuma marina
Sono isola tra le isole ormai
e rifiuto le tue mani serotine
arrivate tardi a capire la forza del mio amore

Francesca

De Chirico - Melanconia

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categoria:poesie e affini, emozioninpoesia
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