Sul far della sera, una ragazza passeggiava lungo una strada, beandosi del suono di un pianoforte che arrivava da una finestra illuminata. Ad un tratto scorse un vecchio che stava sul ciglio della strada a rimirare se stesso riflesso sulla strada bagnata. Un pensiero improvviso la colse e gli chiese a bruciapelo cosa fosse la Felicità. "Per me, posso dirti - rispose l'uomo - è la pace interiore unita a quella degli altri.". La ragazza, però, non essendo mai stata felice, non capiva e, ancora, chiese all'uomo di essere più chiaro. "La Felicità, vedi - continuò il vecchio - è come questa strada. Ora tu sei qui, vicina a me, ma di essa vedi solo la parte che calpesti: non vedi né l'inizio né la fine. Dove ci troviamo noi, ora, ecco, questo è il nostro Presente. Ciò che non vediamo, l'inizio, è il Passato - che sappiamo essere stato ma non rammentiamo bene come - e quest'altra parte, quella finale, è il Futuro, che ancora non conosciamo. Ma questa è una lunga Strada, impervia e ricca di ostacoli, con curve a gomito e scarpate nelle quali si può rischiare di cadere. Alcuni di noi si arrischiano lungo questa Strada, ma i più deboli cadono molto presto: tanti hanno la forza di rialzarsi, ma molti altri non ne hanno. Altri ancora, invece, sbandano solo nelle curve più pericolose e, alla fine, riescono comunque a rimettersi in carreggiata."
La ragazza osservava il vecchio alla luce dei lampioni e riconobbe la verità nelle sue parole: quella strada era davvero molto tortuosa e ciò la spaventò… "Ma io sono debole, non riuscirò mai a percorrere.." cercò allora di dire, titubante, la ragazza. "Nessuno mai è debole, se non di fronte alla Morte", le rispose l'uomo. "Come posso essere felice con tutta questa strada sotto i piedi?" chiese, allora, lei. "Oh, sta proprio qui il Mistero di tutto, cara. Sta nella Strada, nella terra che tu ed io calpestiamo.. E' come una magia: basta pensare che la Strada sia dritta e piana e la nostra mente la farà dritta e piana. Coloro che sono felici la percorrono in questo modo: nessuno di loro sbanda o cade perché nella loro strada non vi sono curve o burroni. È questo il segreto: la Felicità appartiene a tutti." Ella lo guardò e vide una strana luce nei suoi occhi. Poi gli chiese: "Ma tu hai la tua Felicità?".
La musica era cessata e si udiva solo l’ululare dei cani alla luna. L’uomo non rispose, voltò le spalle e prese ad incamminarsi. La ragazza lo osservò, ancora una volta: egli doveva essere molto felice, perché la sua andatura era perfettamente dritta, come se egli puntasse una meta inesistente davanti a sé. In lei nacque un poco d'invidia e lo guardò allontanarsi. Ma sgranò gli occhi quando si rese conto che quell'uomo non era più un vecchio. Non era più neppure un uomo. Era una graziosa ragazza che sorrideva. Era lei.

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