domenica, 29 aprile 2007

  "Gli alberi crescevano nell'ombra e salivano al cielo per raggiungere la notte" ( L.F.Céline )

"... Anch’io facevo parte della Natura, vivevo in simbiosi con la Madre.

Poi il mistero mi ha dotato di pensiero, ho capito che non posso tornare indietro e che andare avanti ha un limite certo, l’uomo è un essere finito, in un mondo con dei limiti, ma con un gran bisogno d’infinito.

Non posso dimenticare questa verità, ma posso cercare la Verità, creando dei lavori che siano in simbiosi con me, in cui io sia parte di loro e loro parte di me.

Quando finisce un lavoro, quando l’opera è compiuta, si arriva alla Fine, ma ho la sensazione che la simbiosi sia possibile, che ci sia una Verità, un motore inarrestabile ma senza meccanismi, ingranaggi, cinghie di trasmissione." F. G.

....Alcuni papaveri rossi in uno spartitraffico di periferia, una donna li raccoglie, non ci sono case intorno, dove li porterà ?

Macchia di colore in mezzo al grigio, quasi vorrei che li lasciasse lì, ma deve aver fatto molta strada per raccoglierli, probabilmente non sopporta che anche la sua casa sia grigia... F. G.

Guardo dall’alto le mie radici (*)
Un fondo capovolto
rimescola radici e fronde
come un balletto senza inizio e fine
e mi trovo seduto a un tavolino
ordinando un caffè nero
mentre il rosso dei papaveri
aldilà dell’argentea linea
ondeggia tra le mani di una donna .
Chi potrebbe supporre
che rubando allegria all’asfalto
si possa rallegrare il grigio
di una casa spoglia
e forse anche un cuore solitario
E intanto insieme ai pensieri
sfoglio pagine e tempi andati
mentre aumenta la nostalgia
di quelle stelle nascoste da un lampione giallo.
Le ombre sul muro bianco alle mie spalle
assumono contorni familiari e cari
figure che si muovono
su passi visti e rivisti
ed il silenzio si anima di suoni,
colpi sordi
che solo la musica di guerra fa ascoltare,
musica che ha una sola nota
combatte contro la bellezza,
pronta a lacerare affetti e sogni.
Gli stessi sogni lacerati che si leggono
sulle mille rughe che solcano il viso
del mendicante accovacciato
che si confonde nel marrone dello smog
Intanto dalla casa di ringhiera
con le pareti ancora scrostate,
resa cara alla memoria
dal lilla e bianco e verde
dei rampicanti in fiore
si spande forte una fragranza
di pane appena cotto
ravvivando ricordi
che sono fotogrammi di colore
Scattano i rossi ed i verdi, brucia il giallo.
le immagini non restano indietro, sono dentro
sono una delle poche cose che permette d’elevarsi,
in attesa che le foglie,
come sempre,
tornino alle radici.

furio1

(*) Parole tratte da un post di Furio Galli e da me  rielaborate, indegnamente.

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categoria:da altri blog, amicizia e dintorni
venerdì, 27 aprile 2007

Il 25 Aprile è passato. Per alcuni è solo un giorno per non andare al lavoro. Per me è altro; è un giorno che io porto nel cuore come valore, sempre. Un valore che mi è stato trasmesso da una persona importantissima nella mia vita: mio nonno paterno. Ed è a lui che dedico questo giorno e questo post.

Mio nonno era poco più che adolescente quando fu chiamato a combattere in quel grande carnaio che fu la prima guerra mondiale. Combattè sul Carso negli ultimi spiccioli di questo obbrobrio. Lui un semplice fante che si viveva il dramma di una trincea in prima linea  un giorno fu attaccato con il suo gruppo dai tedeschi. Non mi ricordo quanti uomini fossero (eppure mi è stato raccontato più volte, ma la memoria a volte sbiadisce ed allontana) so che morirono tutti tranne lui e l’ufficiale che rimase però gravemente ferito. Lui si salvò poiché non potendo far nulla si finse morto ma poi appena potè si caricò in spalla l’ufficiale e lo portò in salvo. Anni dopo ricevette una medaglia al valor militare per questo suo atto. Una medaglia che, con l’atto del “Regio Esercito Italiano” campeggia nel mio piccolo studio, accanto alla sua gigantografia.

Tornato alla vita di tutti i giorni, una vita agiata rispetto ai tempi, riprese ad occuparsi della sua famiglia, anzi lo fece con maggior impegno visto che l’unico fratello che aveva era emigrato in USA, o meglio era scappato, per ragioni d’amore.

Anche mio nonno si era fidanzato, come si usava allora con un accordo di famiglia, con una ragazza di pari grado sociale. Solo che noi evidentemente siamo una famiglia di romantici se, incontrata mia nonna (analfabeta e lui istruito; povera anzi colona della famiglia di mio nonno e lui ricco; non bellissima ed invece lui lo era)  ed innamoratesene (ma ve la racconterò un’altra volta poiché è una storia d’amore bellissima) causò uno scandalo sociale (per l’epoca) poiché piantò la fidanzata e sposò la nonna.

Intanto però aveva fatto una scelta anche in politica. Aveva vissuto la drammatica scissione del Congresso di Livorno;  aveva conosciuto persone come Turati, Matteotti, Nenni,  Gullo.  Era rimasto socialista ed in questo partito, a livello locale,  si prodigava. Con F. Gullo in particolare aveva costruito un’amicizia forte, una fratellanza.

Venne il fascismo, ci fu l’omicidio Matteotti. Il suo animo andava intristendosi per le condizioni di vita che andavano peggiorando anche se la cosa  peggiore era proprio la progressiva perdita di libertà.  Per colmo di sberleffo gli era arrivata a casa la medaglia con il documento ufficiale firmato da Mussolini, Ministro della Guerra, datata 1927 . Una medaglia che ora è in mano mia solo perché la nonna lo convinse a non buttarla e la conservò nascosta in un cassetto.  Era sprezzante del pericolo il nonno, se ne infischiava delle camice nere che sembrava avessero preso possesso del paese e dei suoi abitanti. Continuava a professare la sua fede, a tenere comizi a cui però, partecipavano sempre di meno, anche se fatti in un paesino remoto di una zona arretrata, non molto “sotto la luce dei riflettori. Poi però le cose cambiarono ancora in peggio, anche nel paesino arretrato. Il fascismo mostrò il suo volto più feroce.

Erano in tre, soprattutto, che si davano da fare a tenere vive le coscienze. Il primo a cadere sotto i manganelli fascisti fu A. De Rose. Un giorno gli squadristi lo aspettarono in una via isolata e lo massacrarono di botte. Non morì subito ma qualche tempo dopo.

Poi fu la volta di Gullo. Prelevato in piena notte non lo uccisero perché era troppo famoso ( e dopo il caso Matteotti ci andavano cauti)  ma lo spedirono al confinio.

Mio nonno (testuali parole) pensò: “Ora tocca a me”. Fu così che scappò in quattro e quattrotto verso gli USA. Anche se avrebbe potuto permettersi un viaggio in prima classe, era un clandestino e si fece il viaggio nella stiva, tra un mare di umanità dolente. Magari penserete che esagero, ma vi assicuro che non lo faccio neppure un po’: regalò tutte le sue cose, vestiti, cibo e anche qualche soldo, a una donna  sola con tre figli di cui uno che allattava al seno, di cui non seppe mai più nulla.

La traversata si rivelò più perigliosa del previsto. Il mare agitato teneva bloccati tutti  e a lui,  che non soffriva il mal di mare, offrì l’occasione  di farsi per due o tre giorni  gli unici lauti pranzi  di tutto il viaggio.

Seguirono anni di lettere d’amore bellissime a sua moglie (alcune le conservo gelosamente), di nostalgia della sua terra che amava, di affetto filiale interrotto. Ma niente gli fece cambiare idea.

Poi il fascismo cadde, lui tornò in Italia  ma oramai aveva stabilito un contatto con quella terra d’oltreoceano che non rinnegò mai. Aveva anche scoperto la passione dei viaggi. A me piccola  (me lo son vissuto per troppo pochi anni) incantata dai suoi racconti diceva di 54 viaggi fatti con nave, verso luoghi diversi. Conservo una sua foto a Parigi e la ricevuta dell’albergo. Conservo il biglietto del suo viaggio verso l’Inghilterra. Conservo la foto di una donna velata che lui scattò a Tunisi.

E conservo moltissime cartoline di navi. Mi ha lasciato una collezione molto bella di monete francobolli e cartoline e, tra queste, moltissime cartoline di navi  come questa che ho postato.

Mi ha lasciato tantissime cose di cui vado fiera: la generosità verso il prossimo,  l’attenzione per  i più deboli, l’onestà di pensiero. E l’idea romantica di un socialismo che vuole un mondo equo, dove non si è giudicati per quello che si possiede o in base a chi conosci, ma solo ed esclusivamente  per quanto e quello che  riesci a dare, per quello che sei.

Nella foto una cartolina della mia collezione, la  "Queen Mary",  una delle più belle navi che abbiano solcato i mari,  sulla quale mio nonno viaggiò.

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categoria:memorie, atmosfere
mercoledì, 25 aprile 2007

Amore andato

che mi hai preso per mano

per condurmi in paradiso

e mi hai lasciato a metà strada

tra l’inferno ed  i ricordi

Amore di bit

che hai  cercato dentro la mia anima

barlumi di saggezza e di follia

senza trovarli e senza redimerli

e mi hai lasciato a inseguirti

tra  parole scritte e narrate da altri

Amore presente

che mi tieni per mano

e mi conduci alla scoperta di me

alla scoperta di quel paradiso

che chiamano tenerezza

scoperta di carezze  senza maestri

scoperta di giochi senza balocchi

scoperta di sorrisi senza costrizioni

Stringi la mia mano

e percorri insieme a me

il sentiero che porta a respirare

la stessa aria di futuro.

Finché ci sarai, finché lo vorrai.

Francesca

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categoria:emozioninpoesia
martedì, 24 aprile 2007

L’ho promesso a Camilla e Dodo,  mantengo la promessa. Ma non sono crudele.  Non vi propinerò tutta la pappardella storico-politica sull’evoluzione della famiglia (ho parlato di famiglia tradizionale e di coppie di fatto. Non vi dico le reazioni dell’uditorio, evidentemente per gran parte fortemente cattolico-fondamentalista), ne tantomeno verrò qui a parlarvi delle categorizzazioni sociologiche che interessano la famiglia. Vi farò invece un sunto veloce di quelle che, secondo me, sono le caratteristiche della famiglia italiana attuale. Scusate se a volte sono ipersintetica, ma non vorrete sciropparvi 70 pagine di relazione, spero! Ovviamente se qualcosa in particolare vi interessa sarò felice di spiegarmi meglio. Buon divertimento!!

In sociologia la definizione di famiglia è una delle definizioni più complesse che ci siano, tuttavia noi proveremo a ragionarci sopra partendo da quella “ufficiale”. Una famiglia è costituita da un gruppo di persone che vivono insieme, oppure da più gruppi di persone aventi in comune la discendenza (dimostrata o stipulata) da uno stesso progenitore, da una unione legale o da una adozione.

Diciamo che la funzione primaria della famiglia è quella di riprodurre la società, da un punto di vista biologico ma soprattutto da un punto di vista socio-culturale. Per questo famiglia e società cambiano vicendevolmente, a seconda delle epoche e delle regioni del mondo.

Le funzioni fondamentali della famiglia sono essenzialmente due:

Si parla di funzione di riproduzione biologica della società, quando si parla di famiglia della procreazione ovvero quando due persone formano un gruppo familiare in cui si riproducono biologicamente e culturalmente attraverso i propri figli

Per quanto riguarda la funzione di riproduzione della cultura della società da parte della famiglia, si parla di famiglia dell'orientamento per riferirsi al ruolo che essa ha verso i figli, per i quali la famiglia determina la collocazione sociale, e influisce fortemente sulla loro formazione culturale e nella loro socializzazione.

Per osservare la famiglia è assolutamente indispensabile porre al fuoco dell’attenzione l’intersecarsi dei legami tra i diversi soggetti che vivono in famiglia e attorno alla famiglia, usare le metafore della trama, della rete, dell’intreccio. È necessario, in altre parole, assumere una “prospettiva relazionale” nell’accostarsi a questo, così come ad ogni fenomeno sociale.  Dunque, nella relazione familiare c’è un aspetto strutturale, ci sono aspettative reciproche che derivano, appunto, dal legame, c’è uno scambio (non economico) tra i soggetti ma c’è qualcosa che va oltre: i soggetti portano con sé qualcosa, sono “latori” di un patrimonio culturale, di cui sono i rappresentanti all’interno del legame. Per queste sue caratteristiche la relazione familiare appare come il luogo dove l’individuo può realizzarsi come persona, ossia come essere relazionale, che può essere compreso solo a partire dalle relazioni in cui è inserito. Ovviamente la famiglia è anche il luogo ove si possono manifestare le più stridenti contraddizioni. Dipende dalla consapevolezza che ogni nucleo familiare ha rispetto ai vincoli e alle risorse dello stesso rispetto alla società e dalla capacità di tramutare vincoli in risorse,  attraverso atteggiamenti positivi e costruttivi.

Infatti ogni evento che caratterizza l’esistenza di ciascun membro della famiglia va letto nell’ambito delle relazioni familiari e attraverso di esse: la transazione adolescenziale, ad esempio, non può, dunque, essere pienamente compresa se non come evento critico della famiglia nel suo complesso, intesa come relazione tra i sessi e le generazioni. Per transazione adolescenziale intendiamo tutta quella serie di piccole transizioni che portano un adolescente ad affrancarsi dalla famiglia di nascita e a diventare un adulto autonomo in società.

Nella società italiana (ed in particolare in quella meridionale) rispetto a quella USA e paesi anglosassoni in genere, c’è la tendenza a permanere in famiglia fino ad una età avanzata. Questo fenomeno che passa sotto il termine di annidamento è causato si da una certa incertezza economica ma anche, e soprattutto, da una certa mentalità che vede il restare in famiglia fino ai 30 anni ed anche oltre la possibilità di essere accuditi e “accompagnati” in tutte le proprie fasi. Ovviamente  questo significa che allontaniamo sempre più l’età della responsabilizzazione, della presa in carico arrivando così emozionalmente immaturi al matrimonio, il quale alla prima difficoltà seria va in crisi. L’aumento vertiginoso dei divorzi sta a dimostrarlo. Per questo si parla di famiglia “rischiosa”. Conoscere i modelli di rischio, però, fa si che si possa agire in una certa maniera piuttosto che un’altra. Utilizzare il modello di rischio significa, allora, scomporre i fenomeni sociali, in due ordini di fattori, che fanno capo l’uno al “pacchetto” delle sfide e l’altro a quello delle risorse, nell’ipotesi che dietro ogni fenomeno ci siano, comunque, le intenzionalità degli attori che combinano obiettivi da raggiungere e strategie di intervento, in modo più o meno sensato, più o meno equilibrato, in riferimento al contesto di opzioni e vincoli che delimita l’azione.  

 

relazio

L'immagine è mia, e riunisce più lucidi che ho dovuto ridurre per ovvie ragioni di spazio.

E Voi? Cosa pensate stia mettendo in crisi l'istituto della famiglia? Ma, soprattutto, è in crisi? Mi piacerebbe molto conoscere le vostre opinioni.

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categoria:esperienze, società
domenica, 22 aprile 2007

 L'INTER

E' CAMPIONE D'ITALIA!!!

Con cinque  giornate di anticipo l'Inter conquista il 15° scudetto e diventa Campione d'Italia. Uno scudetto dedicato a Facchetti e, come ha detto Moratti " a tutti gli interisti nel mondo"

Marco Materazzi è stato l'eroe della giornata interista, segnando la doppietta che ha dato ai nerazzurri il secondo scudetto di seguito, dopo quello assegnato a tavolino la scorsa stagione in seguito al terremoto di Calciopoli . A cinque giornate dal termine il vantaggio del club milanese sulla Roma è di 16 punti, quindi incolmabile.
Mentre a Siena il presidente Massimo Moratti scendeva sul terreno del Franchi per concedersi un bagno di folla fra i suoi giocatori davanti agli spalti gremiti di tifosi nerazzurri, e l'allenatore Roberto Mancini, indossando sul campo una maglia da gioco, davanti alle telecamere dedicava lo scudetto "a tutti gli interisti del mondo", a Milano cominciavano a risuonare i clacson mentre Piazza Duomo iniziava a riempirsi per la festa che andrà avanti per tutta la sera.

Avviso per chi transita per Milano

nebbiainter

postato da: perlasmarrita alle ore 18:18 | Permalink | commenti (35)
categoria:eventi
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