martedì, 31 luglio 2007

Mi hai chiesto:

<<chi sei?>>

Ti ho risposto:

<<sono Francesca>>

Mi hai chiesto:

<<qual è il tuo senso della vita? >>

Ti ho risposto:

<<la vita ha senso solo se la vivi; se sei capace di giocarti le tue lacrime ogni giorno, se sei capace di interrogare la tua anima, se riesci a entrare nella magia dell’ironia e dell’autoironia,  se lasci che vicino a te scorrano due rivoli dove far defluire in uno le cose belle, che vorresti fossero sempre compagne dei tuoi passi, nell’altro quelle meno belle ma non per  questo evitabili.

Nell’uno scorrono le emozioni positive, l’amicizia, l’amore, la carezza che non ti aspettavi, il sorriso che ti scalda il cuore, la tenerezza , la gioia, la bellezza di un’alba e il colore di un tramonto, il canto della montagna e la voce del mare, la poesia di un cuore, il richiamo di un gabbiano, il volo di una rondine, la magia di un arcobaleno, il profumo di un fiore, la musica di una voce, un fiocco di neve sul tuo viso, il calore di una mano nella tua.

Nell’altro scorrono le emozioni negative, la menzogna, il tradimento, l’ipocrisia di chi ti si dichiara amico senza esserlo, la meschinità di chi dice di amarti e invece vuole usare solo la tua anima, la cattiveria fine a se stessa, l’arrivismo, l’affettazione, l’egoismo che ferisce, i guaiti di un cane, la violenza fisica e psicologica, i guasti inferti alla natura, il pianto di un bimbo.

Due rivoli differenti dove  attingere alternativamente.

Nel primo nei momenti bui, nei momenti di tristezza infinita che pervade la tua anima, nei momenti che vedi le luci della tua vita spegnersi una a una.

Nel secondo solo quando devi ricordarti che sei un essere umano tra gli umani>>

Un lungo silenzio ha accompagnato il tuo sguardo.

Poi, chinando il capo e  gli occhi, hai sussurrato:

<< e qual’è il confine tra il tuo vivere e il tuo respirare?>>

Una nebbia ha invaso i miei pensieri togliendo certezza a ogni cosa.

Ogni cosa - d'improvviso -  non aveva più margine e  ogni forma aveva perso i suoi limiti percettibili.

Ombre sinistre, indecifrabili, vagavano per il mio animo inquieto, alla ricerca febbrile di una risposta. Ma la risposta non c’era.

Rincorrevo quei fantasmi strattonandoli, implorando anche un flebile suono che potesse darmi la traccia di me stessa. Niente, un niente totale.

Rimosso ogni dolore, rimossa ogni sofferenza era rimasta solo la paura. Una belva che dilania da dentro e blocca ogni percorso di rinascita.

Ho alzato gli occhi su di te, sconfitta. Sconfitta, ma di nuovo consapevole dell’importanza dei miei desideri.

Era come se all’improvviso un raggio di sole di estremo fulgore avesse squarciato la spessa coltre di nubi che oscurava la verità.

Mi hai guardato a lungo e, dolcemente, mi hai teso  una mano. Una mano che non ho saputo stringere.

Piano, molto piano l'hai fatta ricadere nel vuoto.

Poi, lentamente, ti sei avviato nella nebbia intonando un vecchio canto navajo:

“Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna

Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dispiacere, se sei stato aperto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso per la paura di soffrire ancora.

Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio o tuo, senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo o risolverlo.

Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua; se puoi danzare con la natura e lasciare che l’estasi ti pervada dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti, di essere realistici o di ricordare i limiti dell’essere umani.

Non mi interessa chi sei e come sei arrivato qui

Voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me senza ritirarti.

Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato

Voglio sapere chi ti sostiene all'interno, quando tutto il resto ti abbandona.

Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso e se apprezzi veramente la compagnia che ti sai tenere nei momenti di vuoto….”

Ogni parola arrivava dritto al cuore, poi scendeva in basso a sconvolgere e allo stesso tempo placare le viscere. Un movimento circolare che dalla terra arrivava in alto per poi ridiscendere in basso, attraversando la mia anima come le fiamme di un fuoco inestinguibile.

Pura alfine, come la fenice che risorge dalle sue stesse ceneri ho seguito ogni tua orma, ogni tuo passo e  ti ho rincorso, ma con l’ansia e l’anelito del mio smarrimento.

Ti ho chiesto:

<<chi sei?>>

Hai interrotto quel canto dolce e lacerante e mi hai risposto:

<<sono Oblio. Anche se un tempo il mio nome era Sogno>>

Parole secche, precise, anche se pronunciate con indulgenza infinita. Non mi hai guardato; hai preferito continuare a tenere i tuoi occhi fissi dinanzi a te.

Una pausa di silenzio ha scosso il mio animo. Un silenzio pieno di mille parole che le parole avrebbero potuto inquinare, rendendo vani  la sua forza e il suo incanto.

Poi hai di nuovo mosso i tuoi passi sul tuo sentiero -  a me  ignoto eppure già amato -  e, lento come un sussurro d’ombra, hai ricominciato il tuo canto:

“Non mi interessa se la storia che racconti è vera

Voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te stesso; se riesci a sopportare l’accusa di tradimento senza tradire la tua anima.

Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi degno di fiducia.

Voglio sapere se riesci a vedere la bellezza anche quando non è sempre bella; e se puoi ricavare vita dalla sua presenza.

Voglio sapere se riesci a vivere con il fallimento, mio e tuo e comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena d’argento <<Sì!!>>…..”

E mentre scomparivi al di la dell'orizzonte, seguito da  quel canto - che  lenisce e rinnova le ferite del vivere - le tue ultime parole raggiunsero, sospinte dal vento,  la mia mente e il mio cuore:

<<Denuda la tua anima e culla i tuoi sogni Francesca.  Un giorno ritornerò e il mio nome sarà Cammino>>

 

Immagine: La Sila (Calabria) -  Foto di Farsergio, che ringrazio infinitamente

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categoria:racconti, introspezioni, atmosfere, riedizioni
lunedì, 30 luglio 2007

Il settimo sigillo , a  mio parere uno dei capolavori se non IL capolavoro di Bergman, è  uno dei film più beffardi e riusciti sull'eterna lotta fra la vita e la morte.

Un cavaliere, Antonius Block,  torna dal campo di battaglia solo e trova ad attenderlo una terra devastata dalla peste, e la Morte, sotto le spoglie di un figuro incappucciato,  che lo reclama.

Riuscirà a prolungare la propria esistenza impegnando la Mietitrice in una lunga partita a scacchi che sa di non poter vincere. E così,  insieme alle mosse sulla scacchiera, nel film  si snodano molte tematiche, tematiche molto  spinose da affrontare in un film: il tema religioso-ontologico, la ricerca esistenzialistica, la disperazione e la fede, il Nulla, Dio e la Morte stessa. Ma anche atteggiamenti differenti riguardo a questi temi.

Il cavaliere Blok è impegnato nella  fatale partita a scacchi con la Morte la cui posta è il senso da dare alla propria vita, lo scudiero Jons non si pone domande esistenziali né dubbi trascendenti, accetta la vita com'è e cerca di ricavarne il minor danno possibile.

                                    .............

Ora la partita a scacchi è finita. La Mietitrice ha dato scacco matto.  Il regista Ingmar Bergman è morto oggi all'età di 89 anni, sull'isola di Faro sul Mar Baltico, dove viveva da tempo.

Addio, Maestro.

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categoria:vita, malinconia, informazione
domenica, 29 luglio 2007

Pesate parole di nostalgie pensanti.

Non c'era bisogno di elettricità

per scrivere.

Non c'è bisogno delle rime

per fuggire.

Per solleticare le parole

non uno schema.

Tra uno spazio e l'altro

c'è sempre la verità dell'istante

e in quella ci si perde.

 

Ma è impossibile smarrirsi.

Francesca

Nell’immagine: Giardini di Ryoan-ji  - Giappone

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categoria:emozioninpoesia
sabato, 28 luglio 2007

C'è un tempo d'aspetto come dicevo

qualcosa di buono che verrà

un attimo fotografato, dipinto, segnato

e quello dopo perduto via

senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata

la sua fotografia.

 

C’è un tempo per ogni cosa, si.

C’è stato un tempo, per me, dove il sogno corrispondeva alla realtà e dove la realtà si confondeva con il sogno.

Poi c’è stato un tempo, dolorosissimo, infinito, durante il quale i sogni sono stati spazzati via dalla realtà e la realtà  aveva dimenticato completamente i colori del sogno, con tutte le sue sfumature. Dal tenue all’acceso, dal chiaro al cupo.

Ora è un altro tempo per me; un tempo di svolta radicale, al quale sono arrivata passo dopo passo, volendolo fortemente.

Consapevolmente.

E le svolte non sono mai indolori, anzi.

Fortissima è la tentazione di rifugiarmi nelle acque tranquille di un passato recente, un passato senza dolori eclatanti,  ma anche senza bagliori di gioia.

Una sorta di limbo costruito stanza dopo stanza, chilogrammo dopo chilogrammo, affinché mi riparasse dal mondo garantendomi un sonno sereno, anche se senza sogni.

Ma noi siamo- oggi- il prodotto di quel che siamo stati ieri.

Una mia massima, questa, che vado da sempre predicando. E che da sempre mi accompagna facendomi da grillo parlante, alla sera, quando sciolgo i miei capelli sul cuscino.

E quel che abbiamo fatto, ogni nostra scelta, è il nostro ritratto che, lo sto apprendendo in questo periodo, non è un ritratto con colori fissati sulla tela… no. E' la tela, bianca, che muta  forma e colore.

Le mie azioni di oggi, quello che sto facendo ora, è quello che sarò domani.

E, a giudicare dalla forza interiore che  ricevo da quello che sto facendo, nell’azione di girare una pagina pesantissima del libro che è la mia vita, … beh, forse domani sarà ancora tempo di confondere la realtà e il sogno e vivere i miei momenti reali come fossero un sogno.

Dicono che c'è un tempo per seminare

e uno più lungo per aspettare

io dico che c'era un tempo sognato

che bisognava sognare.

In corsivo: C’è tempo – I. Fossati

Immagine: Icaro - H. Matisse

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categoria:atmosfere, riflessioni ad alta voce, briciole danima
venerdì, 27 luglio 2007

 Fate il vostro gioco!!!

Una maniera simpatica, a mio modo di vedere, di trascorrere qualche minuto in vostra compagnia. La scelta del gioco è ampia, potete sceglierne uno o più di uno, come vi piace di più; le soluzioni  saranno postate domenica tra i commenti.  I numeri tra parentesi indicano di quante lettere è composta la parola da trovare.

 

Chi l’ha detto?

Se vuoi costruire una nave non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato. Appena si sarà risvegliata in loro questa sete si metteranno subito al lavoro per costruire la nave.

 

In questa frase è celata una città italiana: quale?

Esitare va benissimo nel fare, se poi fai quello che devi fare (Bertold Brecht)

 

Indovinello semplice (7)

*Per gli egizi era colorato dal dio sole

*Leggendo di seguito un tuo parente e una moglie del topo senza prole 

 

Indovinello doppio (8,7)

Se non ti piace fuori dalla finestra puoi saltare

e senza tanti "in" da lei i verbi farti insegnare  

 

Parola… in tre tempi(10)

A quella di biancaneve aggiungi una targa piemontese

poi "carica "la Moric e avrai delle sorprese.. 

 

Cambio di consonante ( 7)

*Noto attore americano

*Altrettanto note sportive italiane   

 3 Rebus (di difficoltà variabile)

 

 

  E per conoscervi un pò...

 1)Ordinate

2) Scrivete 

3) Pensate 

i seguenti animali secondo la vostra preferenza:

una parola che qualifichi ognuno dei seguenti:

a qualcuno (che vi conosca e sia importante per voi)
   che possa essere correlato ai seguenti colori, non ripetete i
   nomi e abbinate una sola persona ad ogni colore: 

a) mucca

a) cane

 a) giallo  

b) tigre

b) gatto

b) arancione

c) pecora

c) ratto

c) rosso

d) cavallo

d) caffe

d) bianco

e) maiale

e)oceano

e) verde

 .....di questo gioco eccovi subito la soluzione

1)  

2)

3)

a) mucca = carriera

a) La vostra descrizione del cane corrisponde alla  vostra personalità

a) giallo = qualcuno che non dimenticherete

b) tigre = orgoglio

b) La vostra descrizione del gatto corrisponde al coniuge  o alla coppia

b) arancione = qualcuno che potete considerare un buon amico

c) pecora = amore

c) La vostra descrizione del ratto corrisponde alla personalità dei  vostri nemici

c) rosso = qualcuno che amate davvero

d)cavallo = famiglia

d) La vostra descrizione del caffè corrisponde alla vostra interpretazione del sesso

d) bianco = la vostra anima gemella

e) maiale = denaro

e) La vostra descrizione dell' oceano corrisponde alla vostra visione della vita

e) verde = qualcuno che ricorderete per tutta la vita

Nota di venerdì 27 ore 23,40: a seguito della poca chiarezza - di cui mi scuso -  in cui sono incorsa nel postare questi giochini, credo sia opportuno specificare che NON bisogna rispondere necessariamente a TUTTI  i quesiti ma solo a quello che vi piace o che risolvete . Una volta data la risposta, però  sarebbe carino postarla, no? Che ve ne fate, ve la portate a casa per darla al gatto?

Buon divertimento e buon fine settimana!!!