mercoledì, 30 gennaio 2008

<<Francè che stai a fa?>>

<<E che non lo vedi? Mi sto a fumà na sigaretta.>>

<<Il fumo fa malissimo! Dovresti s…>>

<<…alt, fermati qua. So tutto. Ma mi va di fumare, ok?>>

<<Ok. Ognuno  si rovina come vuole. D’altro canto vi ho lasciato il libero arbitrio per questo>>

<<Per farci rovinare da soli?>>

<<No, per responsabilizzarvi>>

<<Una causa persa>>

<<Eh si, mi sa tanto!>>

<<Ma sei pessimista oggi?>>

<<Mica solo oggi!! Mi guardo in giro, vi guardo e mi rendo conto che quel benedetto settimo giorno sarebbe stato meglio mi fossi fatto ‘na pennichella…>>

<<Ma no dai, nù far così! Io non faccio testo…  ma c’è tanta bella gente in giro…>>

<<Ah si qualcuno c’è, ma la maggior parte ??? Bugiarda, furba, arrivista, spregiudicata, violenta, ipocrita… no, credimi.. era meglio la pennichella>>

<<Ho capito. Sei in crisi di buonismo…guarda che anche Prodi …>>

<<Ma non dire scempiaggini, come al solito!!! Sto a pensare all’essenza della vita. La verità dell’essere si manifesta “nel suo essere”, cioè nella processualità di un evento, ovvero nel passaggio da un’immagine tradizionale dell’essere a una conoscenza più profonda di esso; noi abbiamo valore solo in virtù dell’essenza che incarniamo e se non la realizziamo la nostra vita è sprecata. Guarda alla tua vita, ad esempio…>>

<<Ahhhhhh, ma allora ce l’hai con me oggi???? E’ vero, io non ho realizzato un tubo di importante, non sono diventata ricca, non sono diventata famosa… e allora? >>

<<Mi sa che nemmeno sai che cos’è l’essenza>>

<<Certo che lo so!!! E’ la sostanza che si estrae…>>

<<…Non parlo di "quella" essenza…>>

<<E allora non lo so. Perché non provi a dirmelo?  E non parlare troppo difficile che io non ti capisco. Come sai non ho studiato né il latino e nemmeno la filosofia….>>

<<Sei un’ignorante…>>

<<E che non lo so? Mica ho mai detto di essere una intellettuale!!!>>

<<Tutto è cominciato con Platone. Almeno Platone lo conosci?>>

<<Di nome. Ha vinto l'ultimo premio strega se non sbaglio, ma mai letto cose sue. Perché?>>

<<Pfui!!!  L'ultimo premio strega.....   ... con te ci vuole una pazienza Divina!!! Siamo seri; perché Platone non mi conosceva ancora, almeno col nome che mi conosci tu,  ma a lui ho dato la facoltà del ragionamento illuminato. Il termine con cui Platone indica l'essenza è "idea" che si contrappone all'opinione sensibile, la "doxa". L'opinione, appunto perché generata dai sensi, non dà alcuna certezza ma ha una sua funzione nel far riaffiorare l'essenza della cosa sensibile, l'"eidos". L'esperienza sensibile serve alla verità ma non la costruisce, poiché questa è già presente nella mente dell'uomo; quindi la conoscenza è reminiscenza, ricordo di quel mondo delle idee che per Platone non sono, come comunemente noi intendiamo il contenuto del pensiero, l'oggetto del pensare, ma ciò che rende possibile il pensare stesso. L'idea platonica non è dunque un atto del pensiero ma un ente, l'"essere che veramente è", è la struttura essenziale dell'essere, senza cui l'essere non esiste, è l'intima natura, "phisis", dice anche Platone, della cosa. Attraverso i sensi siamo in grado di cogliere le forme fisiche delle cose, mentre con l'anima intellettiva cogliamo le forme pure, prive cioè di ogni elemento materiale, le pure essenze…. >>

<<Non ci sto capendo na cippa!!!>>

<<Mi sa che con te ho sprecato n’anima!!! >>

<< Shhhh!!! Non dirlo troppo forte che ti potrebbe sentir qualcuno!>>

<<Vabbè dai  ma almeno ad Aristotele lo conosci?>>

<<Aristotele il collega di Archimede Pitagorico? …uhmmm no, mi deve  esser sfuggito quel numero di Topolino…>>>

<<Faccio finta di non aver sentito… dunque…secondo la metafisica aristotelica l'essenza è "ciò per cui una cosa è quel che è" e in base a cui si differenzia da tutte le altre cose. Mentre le caratteristiche sensibili della cosa mutano  … gli "accidenti" come  li chiamava Aristotele…>>

<<… Accidenti a lui, ma dico non poteva starsene tranquillo????>>

<<(…………… !!) mentre le caratteristiche sensibili mutano,dicevo, l'essenza permane sempre identica a se stessa. Un oggetto concreto e individuale è un tutt'uno di forma e materia, di essenza e esistenza. L'essenza per Aristotele può essere anche intesa come la possibilità che ha un essere a tradurre la sua vita potenziale in vita reale, in esistenza, a migliorare la materia rozza che lo compone facendole assumere una forma sempre più elevata.  Essenza come potenza dell'esistenza in atto. L'essere quindi tanto più è realizzato quanto più ha tradotto in atto, in esistenza le potenzialità materiali iniziali.  Poi quello che diceva Aristotele mi piaceva assai perché in sintesi diceva che Dio -  quindi Io - ad esempio è atto puro in quanto non c'è più nulla in Lui di potenziale, è tutto perfettamente realizzato, attuato.   In Dio tutto è compiuto perfettamente poiché in lui non è più presente l'imperfezione della materia, che invece continua a sussistere negli esseri inferiori,….>>

<<… senti ma non sarai mica classista?>>

<<… e tu non sarai mica al livello animale? Sei una bestia, non sai niente di niente…>>

<<…Ah no!!! Qua ti frego!!! Uno che non stava nella tua parrocchia… un certo Carletto Marx diceva che l’essenza del capitale è il plusvalore….>>

<<… ma che c’entra???? E poi il tizio di cui parli era uno scomunicato e le sue teorie sono cadute nella polvere….>>

<<… polvere un paio di balle!!! Ti faccio notare che sono caduti i Paesi che hanno applicato, forzandole,  le sue teorie.. ma la Teoria in se è validissima!!...>>

<<Alt!!! Non dire neppure una parola di più. Non voglio neppure sentir parlare di comunisti e compagnia bella, quei mangiabambini a tempo perso… piuttosto  Arthur Schopenhauer …..>>

<< Siiiiiiii  questo lo conosco !!!! Shopy  è l’amico dell’amico mio Furio !! >>

<< (uffffffffff!!!) Arthur Schopenhauer ….. rinnoverà il fascino dell' essenza, nella sua immutabile purezza, identificata nella noumenica...>>

<<…nou … che?????>>

<< noumenica è l'implacabile ed ineliminabile volontà di vivere contrapposta alla sua fenomenica oggettivazione, il mondo della cose, delle "copie" platoniche. Senti mi hai scocciato, tu sei di una ignoranza abissale ed io mi sono stancato di discutere con te….>>

<< Speeeeeeeee!!!!!  hai parlato, parlato ma mica me l’hai data una definizione precisa di cosa sia l’essenz… >>

<<Tu hai una specie di blog, giusto? Hai dei commentatori in gamba, hai scritto un giorno… bene,  chiedilo a loro!!!! >>
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categoria:vita, introspezioni, humor, atmosfere
sabato, 26 gennaio 2008

Scrivo  senza sapere se le mie parole

 portino ai piedi di una notte senza luna

oppure regalino luci soffuse

di un’alba timida e reietta.

Scrivo per cercare

la fonte secca della conoscenza

e portarvi una goccia di rugiada 

che sia ristoro per la mia gola riarsa. 

Scrivo senza conoscere

l’esatto mosaico delle mie parole 

perché riverberi alla rinfusa mi accecano 

e perdo  con la leggerezza  del sopore 

le tracce della mèta  e del viaggio.

Scrivo per urlare al vento 

un disagio di vivere  mai sanato

nelle strettoie  dell’esistenza

 nelle lacerazioni di scelte senza scampo

 nella lucida volontà di rialzarmi

dall’acquitrino della mia sostanza

e volgere lo sguardo ai margini di me 

laddove sta rinchiusa

belva in gabbia

 solitaria vivida  essenza  

che cerca un vuoto  ove ritrovarsi.

 

Francesca

Immagine:  Ombre -  Foto di Marcello (Tendarossa), che ringrazio

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mercoledì, 23 gennaio 2008

Due anni fa, pubblicavo il post che leggete di seguito. Me ne sono ricordata stasera, perché stasera ero accanto a mia mamma, come due anni fa, davanti al caminetto, a parlare della giornata, delle cose fatte, da fare. Una di quelle abitudini che si prendono nel tempo e che nella loro semplicità segnano l’esistenza dando, forse, un significato all’esistenza umana.

 

Ieri, nel primo pomeriggio, la neve ha cominciato a cadere copiosa ( ha continuato anche stanotte a dire il vero e stamattina avevamo 30 cm di neve  che, durante l’arco della giornata, è salito ancora visto che non ha mai smesso completamente di nevicare. Oggi il paesaggio è quello che vedete nella cartolina in alto). Il mio stato d’animo non era dei più tranquilli e avevo un appuntamento dal medico nel pomeriggio.  Io adoro la neve. Mi da un senso di pace incredibile. L’adoro particolarmente quando inizia la sua bellissima danza, quando il mondo sul quale cade comincia a tingersi qua e la di bianco, a chiazze. E adoro camminare sotto la neve che cade, naturalmente senza ombrello, lasciandomi accarezzare il viso dai suoi petali ghiacciati.  Sembrano tanti punti di spillo che durano un istante. Una sensazione bellissima. Dovevo uscire e quindi mi apprestavo a farmi questa piacevolissima passeggiata che di sicuro, mi ero detta, avrebbe placato il mio animo tormentato.

Premetto una cosa prima di continuare. Io sono caratterialmente scettica.  Mai creduto in nulla che non sia scientificamente dimostrato o dimostrabile.  Non credo e non do alcun valore a quelle che sono chiamate comunemente coincidenze e non credo assolutamente al “fato”. Sono fondamentalmente uno spirito laico ed anticlericale e non credo ( forse dovrei dire non credevo) nell’esistenza di “un aldilà”. Invece…

Ieri mi è successa una cosa che ha dell'incredibile, io stessa ho dovuto rifletterci a mente fredda e mettere insieme frammenti della mia vita per riuscire a dare un senso a quel che mi è capitato....

Stavo aspettando l'ora dell'appuntamento che avevo con il mio medico per una visita che si annunciava delicatissima per me.

Ero qui al pc... a casa tutto tranquillo, nessun rumore neanche fuori dove grazie ai primi fiocchi di neve che cadevano anche la vita si era rarefatta... erano le 17 circa.

Dovete sapere che il pc è posizionato sulla scrivania del mio piccolo studio e questa stanza dà direttamente sull'ingresso. Io avevo la luce che dava sulla tastiera accesa,  mentre l'ingresso era al buio.

Bene in quel silenzio totale ad un certo punto sento la maniglia della porta di ingresso aprirsi ( fa un piccolo rumore metallico) e la porta stessa aprirsi di qualche centimetro. Non sono una persona paurosa... mi alzo di colpo e vado a vedere pensando di aver lasciato il portoncino che da sulla strada aperto: nulla, era chiuso.

Accendo tutte le luci, per capire se qualcuno è li, nulla.

Quindi niente vento, niente persone, niente di niente. Eppure la porta si è aperta, il rumore si è sentito. Non so perchè ma a questo punto vengo pervasa da una sensazione strana, come una presenza inquieta. Ma è solo una sensazione, la mia mente si rifiuta di pensare ad altro.

Chiamo mia madre la quale non ha motivo di dubitare delle mie parole ( mai avute "visioni" o vissuto  situazioni analoghe) e mi dice che magari era solo un movimento naturale della porta.

E' una spiegazione risibile ma io ci credo, CI VOGLIO CREDERE.

Ben presto la preoccupazione per il mio stato di salute riprende il sopravvento, esco per andare dal medico e a questo accadimento  non penso più.

La sera, sul tardi, facendo la solita chiacchierata serale con la mia mamma vicino al caminetto ripercorriamo insieme la giornata.  Come al solito.

Ad un certo punto, riparlando della porta che ho visto aprirsi e soprattutto sentito  il rumore della maniglia che si abbassava, come colpita da un pensiero improvviso mia mamma esclama: ma che ora era quando hai sentito la porta? “Verso le 5”rispondo   “perchè mi chiedi?”

"Perchè 30 anni fa esattamente lo stesso giorno alla stessa ora moriva tua nonna"

(Era la nonna di cui porto il nome, che mi voleva bene al di la di ogni possibile spiegazione e che, durante la sua lunga agonia aveva perso la capacita di riconoscere le persone.  Non riconosceva nessuno,  tranne me ; riconosceva la mia voce. E, particolare non trascurabile,  è spirata tra le mie braccia di adolescente).

Sono seguiti minuti di silenzio, tra me e mia mamma, quasi a cercare una presenza “altra”.

Dopo questa frase di mia mamma è come  se avessi visto uno spiraglio di luce, il mio animo ha perso ansia e tormento, sono stata pervasa da una stranissima, bellissima pace interiore.

Ieri è una giornata delicatissima per me, quando stavo andando dal medico avevo l'animo cupo e pesante.

Quando mi sono avviata per  andare  a letto, invece, avevo una sensazione lieve, di leggerezza quasi come se fossi cullata da un suono dolcissimo.

Non avevo minimamente pensato a mia nonna nei giorni precedenti, almeno consciamente.  Ero molto turbata, è vero. Molto preoccupata, ma non è mio costume, abitudine rivolgermi a santi o a defunti per chiedere “aiuto”.  E allora mi chiedo perchè mi sia successo questo. A me, scettica per definizione; a me che faccio fatica a credere a tutto quello che non è dimostrabile, scientifico. A me.  E poi, perchè ora? Perchè in questo momento? Cosa è cambiato in me?

Un mio amico mi ha spiegato che ho vissuto un’esperienza ADC ( acronimo anglosassone che sta per After Death Experiences, letteralmente: esperienze dopo  morte) di tipo “ sensitivo” e la prova sta nel fatto che ho avvertito un senso di pace e di rassicurazione.

 

Voi che  ne pensate? Avete mai avuto esperienze del genere?

postato da: perlasmarrita alle ore 23:26 | Permalink | commenti (23)
categoria:atmosfere, briciole danima
mercoledì, 23 gennaio 2008

“(…) Il sesso è difficile; è vero. Ma è il difficile  che c’è stato affidato, quasi ogni cosa seria è difficile, e tutto è serio. Se solo riconoscete questo  e muovendo dal vostro intimo, dalla vostra complessione  e natura, dalla vostra esperienza e fanciullezza e forza arrivate a conquistarvi una vostra propria relazione con il sesso  (immune d’influssi di convenzione e costume)  allora non avete più a temere di perdervi  o diventare indegno del vostro miglior possesso.

La voluttà corporale è un’esperienza sensitiva, non altrimenti dal puro guardare o dal puro senso, con cui un bel frutto vi riempie  la lingua; è una grande, infinita esperienza, che ci viene data, una conoscenza del mondo, non che l’accogliamo, è male; male è che quasi tutti  usano male questa esperienza  e la sprecano o l’applicano come stimolo  nei luoghi stanchi della loro vita  e come distrazione  invece che raccoglimento verso i vertici.

Gli uomini hanno persino tramutato il mangiare in altra cosa; l’indigenza da una parte il superfluo dall’altra hanno intorbidato  la chiarezza di questo bisogno, e ugualmente torbidi  sono fatti tutti i profondi, semplici bisogni in cui la vita si rinnova. (…) Egli  può ricordarsi che ogni bellezza nelle piante e negli animali è una sommessa forma costante d'amore e d'aspirazione, e può veder l'animale, come vede la pianta, unirsi paziente e docile e moltiplicarsi e crescere non per piacere fisico, non per dolore fisico, ma piegandosi a necessità che sono più grandi di piacere e dolore e più potenti del volere e dell'opposizione (...)”

 R. M. Rilke

Immagine: Furio Galli - Studio per Arcipelago.

postato da: perlasmarrita alle ore 12:11 | Permalink | commenti (17)
categoria:letture, introspezioni
lunedì, 21 gennaio 2008

.......................

Nuda

tremi i sospiri

Anima che ti affacci

 sul palcoscenico dei sentimenti

 sperduta nella folla di solitudine

che si è fermata al crocicchio dei venti.

Mangi acini d’uva come fossero baci d’amante

ma nessun fuoco rischiara la notte

nessuna fiamma riscalda le ombre.

E allora

affacciata alla finestra del tempo

sul cortile dei ricordi

attendi

riflessi  improbabili di felicità

in scampoli di vita 

 

Francesca

postato da: perlasmarrita alle ore 21:19 | Permalink | commenti (30)
categoria:emozioninpoesia
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