lunedì, 31 marzo 2008

Mi hanno mandato - via mail  -  questa sorta di intervista. E’ una catena  ma io la spezzo ed invece di mandarla a 10 persone come mi era stato richiesto, la giro a voi .

Dite la verità: vi voglio molto bene, vero? 

 

1)     Un animale = Gatto

2)     Una pianta = Opunzia

3)     Un quadro = Icaro di Matisse

4)     Una canzone = Confessioni di un malandrino (Branduardi)

5)     Una poesia = Arrivederci fratello mare (Hikmet)

6)     Un libro = Avere o essere (Fromm)

7)     Una musica = Inno alla gioia (Beethoven)

8)     Papa per un giorno = Spazzerei  via dalla Chiesa tutti i preti su cui pende anche solo un sospetto di pedofilia e permetterei il matrimonio ai restanti.

9)     Capo della nazione più potente del mondo per un giorno = Azzererei il budget per le armi e sposterei la somma a quello destinato agli aiuti ai paesi in via di sviluppo.

10)      Bambino per un giorno = Farei una cosa che ho già fatto: salire su un albero e poi da li guardare le stelle.

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Naturalmente il gioco è libero, chi vuole può farlo, copiarlo, mandarlo…. Oppure non rispondere. Come vi garba meglio.  Non sono mica di Guantanamo, io !!!

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categoria:giochi di blog
domenica, 30 marzo 2008

Io  amo molto la mia professione. Non sempre riesco a svolgerla appieno poiché vivo in un  piccolo paese, con scarso interesse verso alcune tematiche  ma, se potessi, molti sono gli ambiti di intervento. Tanti quanti sono gli aspetti del vivere e la/le società.

Non vi stupisca, quindi, che anche in una comunità virtuale, io sia interessata alle sfaccettature delle relazioni; alla maniera di viverle. Non è da oggi che studio, scrivo e mi interesso del mondo- blog.

In questo contesto è nata questa iniziativa che, secondo la mia idea iniziale, prevedeva la pubblicazione di tre interviste per volta; tre amici di blog che io avevo individuato avere tra loro un legame per un qualcosa.. che ne so, la residenza, una certa idea politica, l’età, il contenuto del blog.

Mi sono accorta che questa formula non funziona ed allora sono passata alle pubblicazioni singole. Naturalmente questo prenderà molto più tempo. Come ultima intervista ci sarà io che intervisto me stessa. Professionalmente parlando ciò  è impossibile ma, visto che siamo su un blog e  il blog è, anche, gioco... vorrà dire che giocherò anche io!

Se qualcuno delle persone che ha già risposto alle domande avesse nel frattempo cambiato idea per un qualsiasi motivo, e non ha più piacere  che la sua intervista sia pubblicata, non ha che da mandarmi un messaggio splinder. Lo dico in tutta tranquillità. Ed in tutta tranquillità ringrazio le persone che hanno risposto e si sono messe in gioco, con serietà.

Oggi le cinque risposte provengono da...  Dodo712

 

1) Ma un blog cos’è per te?

Semplicemente un'occasione per parlare con gli altri, per confrontarsi, per esporre a pezzettini la propria visione del mondo e discuterne con gli altri, senza la pretesa di avere in tasca alcuna verità assoluta, dialogando serenamente come si arriva a fare con dei vecchi amici che si conoscono da tempo.

Senza mai commettere l'imperdonabile errore di prendersi troppo sul serio.

 

2) Mi dici quali caratteristiche ti piacerebbe trovare in blog che ancora non hai incontrato?

Non saprei... tutto sommato nei blog che frequento regolarmente trovo tutto quello che mi piace. Ognuno porta una goccia d'acqua all'oceano e tanto mi basta. E' una goccia, ma arricchisce e insegna.

 

3) Secondo te i blog producono letteratura?

Girando per le librerie ci si accorge che molti libri in circolazione non valgono la carta su cui sono stampati. I blog producono letteratura senza passare da case editrici non sempre interessate a lanciare nuove firme senza garanzia di successo. Il blog è un buon mezzo per chi ama scrivere. Ho letto molte cose buone sui blog, migliori di tanto inchiostro stampato.

 

 4) Ritieni che il mondo blog abbia un futuro? E se si che futuro prevedi?

La tecnologia corre veloce ed è difficile prevederne l'evoluzione. Riempiremo i blog di multimedialità - molto più di adesso - si apriranno altri canali che renderanno questo strumento obsoleto, probabilmente. Ma in fondo quello che conta è che possano ancora stabilirsi contatti fra persone.

 

5) In definitiva il web promuove o mortifica la socializzazione?

Anche un'amicizia a distanza è socializzazione. Scambiare opinioni con un australiano, litigare con un cinese, discutere con un argentino. Il web non toglie spazio alle relazioni personali, a meno di non cadere nella patologia. E' solo un altro mezzo per superare le distanze. L'uso che ne facciamo dipende solo da noi.

E poi anche le amicizie di rete possono prendere forme reali, e voce, e immagine

postato da: perlasmarrita alle ore 10:30 | Permalink | commenti (24)
categoria:blog e bloggers
venerdì, 28 marzo 2008

A volte, guardando l’orizzonte

mi scopro a indovinare quelle navi

che per alcuni occhi son gazzelle

sono sogni che sfidano le onde.

Francesca

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A bortas, badiande s'orizonte
mi bio intzertande cuddas naves
chi pro calecunu sunis gazellas
sunis bisos chi afrontan sas undas
Bardaneri

Immagine : Foto di Manlio - Barche

Ho una tale stanchezza, fisica e mentale, che molto ma molto volentieri  partirei per un viaggio. Anche se ho un mio sogno di viaggio nel cassetto, devo dire che in questo momento partirei per una  qualunque destinazione.

Il mio sogno di viaggio nel cassetto si chiama Africa, deserto. Un viaggio nel silenzio del deserto, un silenzio che è fatto di suoni interiori , un’atmosfera magica che mi parli di me. Almeno io così lo sogno.

E il vostro viaggio nel cassetto? Ne avete uno?

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categoria:amicizia e dintorni, riflessioni ad alta voce, emozioninpoesia
giovedì, 27 marzo 2008

«Formazione e prevenzione, è questo il grande lavoro che si deve fare per combattere il fenomeno degli infortuni sul lavoro, anche perché molti incidenti capitano per un comportamento colpevole degli interessati (ovvero dei lavoratori, ndr)»

Silvio Berlusconi (*)

 

mort 

 (*) Tratto dal suo intervento all'Associazione mutilati e invalidi del lavoro, 20 marzo 2008.

Stamattina non avevo messo nessun commento a questo post. Come dice Bardaneri si commenta da solo. Ora però ho ripensato ad alcune parole  di Dante Alighieri che  forse è il caso di ricordare:

"Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave senza nocchiere in gran tempesta,

non donna di province, ma bordello!"

Divina Commedia - Purgatorio . VI

postato da: perlasmarrita alle ore 07:10 | Permalink | commenti (40)
categoria:diritti, società
martedì, 25 marzo 2008

La storia di Ciccia e Coca. Una storia di amicizia, di rispetto e di bellezza.

Coca la incontrai tanto tempo fa. Era una giornata piovosa e fredda. Io,  da poco in pianta stabile all’università anche se non matricola, ero andata a chiamare casa. Non c’erano telefonini, e questo dà un po’ l’idea di quanti secoli  siano passati da allora.

Davanti al centralino c’era questa Cana che era seduta, forse aspettava qualcuno, non saprei. Ad un certo punto  passò un motorino, un rumorosissimo vecchio “Ciao”, con su un ragazzo con un qualcosa di bianco, un maglioncino forse.

La cana, ancora non sapevo si chiamasse Coca,  al passaggio del motorino saltò su come  se avesse visto un fantasma, digrignò i denti e cominciò ad abbaiare furiosamente. Il mio primo moto fu di spavento. Poi qualcuno disse: “non ti preoccupare, ce l’ha solo con quelli in motorino”.

Non so cosa successe di preciso, tra noi. So solo che, passato rapidamente lo spavento,  mi rivolsi a Coca come  se fosse una persona conosciuta e comincia a dirle: “cucciola…che ti hanno fatto per essere così aggressiva? Calmati ora, il motorino è andato via”. Coca mi guardò dritto negli occhi, potrei giurare che mi sorridesse, che mi capisse. Si calmò, cominciò ad agitare festosamente la coda e mi si avvicinò.

Ecco, l’amicizia tra me e lei cominciò così.

In seguito non ci fu giorno che io, tornando da mensa, non avessi un piccolo bocconcino per Coca, che mi aspettava – sempre – davanti all’appartamento dove abitavo.

Scoprii con il tempo  cosa gli fosse successo da renderla aggressiva in particolari situazioni: un ragazzo su un motorino e in camicia bianca, un giorno l’aveva picchiata selvaggiamente e senza un apparente motivo. E lei se lo ricordava eccome.

Scoprii anche - con il tempo, il tempo della nostra amicizia - che Coca era una madre attenta e premurosa. Aveva il suo rifugio in un piccolo spazio abbandonato, che era stato un tempo una sorta di magazzino per gli attrezzi del giardino. Lì faceva nascere e cresceva i suoi cuccioli. Ma era molto prudente. Stava sempre un po’ distante dal suo rifugio  e controllava a vista.

Il  cibo che salivo lo lasciavo invariabilmente li davanti e poi ci pensava Coca a portarlo ai cuccioli; e non ero la sola a fare così, come me anche altri  perchè Coca era stata "adottata" da molti. Un giorno, salita da mensa, Coca non c’era. Allora pensai di dare un’occhiata da vicino alla nuova cucciolata e misi davanti ai loro musetti curiosi quel poco di cibo che avevo  con me, accarezzandoli. Ero piegata verso di loro per cui non mi accorsi che Coca era silenziosamente tornata. Se ne accorse il mio fondoschiena. Perché Coca mi diede una piccola lezione: mi addentò ma non per farmi male, solo per ricordarmi che lei non mi aveva autorizzato ad avvicinarmi ai cuccioli.

Gli animali. Non sono capaci di crudeltà gratuite come invece gli uomini, alcuni uomini. E si rammentano di te anche quando non ti vedono per tanto tempo.

Incontrai Coca qualche anno dopo la laurea. Appena mi avvistò mi corse incontro festante, annusandomi  e accarezzandomi con le zampe anteriori. Era molto vecchia ma era sempre bellissima. Fu l’ultima volta che la vidi.

 

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Nelle immagini , foto fatte con il

cellulare e vecchie foto.

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 Foto sopra: Ciccia e Coca

(come ci chiamavano

scherzosamente;

naturalmente Coca è quella

senza tuta da ginnastica).

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Foto lato: Ginger e Fred,

due dei cuccioli di Coca.  

Fred è quello  

nero davanti alla porta -finestra

con la tenda bianca,

che era poi il mio

appartamento universitario

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postato da: perlasmarrita alle ore 12:54 | Permalink | commenti (33)
categoria:ricordi, atmosfere, briciole danima
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