venerdì, 30 maggio 2008

È l'alba. S'illumina il mondo
come l'acqua che lascia cadere sul fondo
le sue impurità. E sei tu, all'improvviso
tu, mio amore, nel chiarore infinito di fronte a me.

Giorno d'inverno, senza macchia, trasparente
come vetro. Addentare la polpa candida e sana
d'un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia
all'aspirare l'aria in un bosco di pini.

Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
se le nostre anime non si vedessero da lontano
non saremmo così vicini, chi sa,
se la sorte non ci avesse divisi.

È così, mio usignolo, tra te e me
c'è solo una differenza di grado:
tu hai le ali e non puoi volare
io ho le mani e non posso pensare.

Finito, dirà un giorno madre Natura
finito di ridere e piangere
e sarà ancora la vita immensa
che non vede non parla non pensa.

N. Hikmet

 

 

Per offrirvi, ed offrirmi, un buon fine settimana di bellezza

Qualcuno più famoso di me diceva:"quando ti scontri con le storture del mondo, quando il tuo cuore è in affanno,  non arrenderti. Cerca la bellezza e lei si metterà in cammino verso di te"

postato da: perlasmarrita alle ore 17:09 | Permalink | commenti (18)
categoria:poesie e affini
giovedì, 29 maggio 2008

bloggers1lowgx2L’altro giorno Marcello (Tendarossa) parlando, in QUESTO post, di blog  e di blogger ha  arricchito il mio personale percorso di studio,  su quel che sono i blog, con un concetto nuovo: la diversità.

Più precisamente lui diceva: “per me scrivere su questo blog  (il suo, ndr) è un po' come attaccare dei post-it al frigo: qualcuno li leggerà, se ne ha voglia, quando la cosa gli va, se gli va.”

Allora io mi sono chiesta: cosa fa scattare in un blogger, che capita su un qualsiasi blog,  l’azione del fermarsi, commentare, ritornare? Come si “sceglie”  un blog?

Se è vero che ci sono varie tipologie di blogger,   ognuna con il suo modo di esprimersi, con la sua voglia di dare e ricevere, con la sua maniera di dire "io ci sono",  cosa fa si che ci si capisca al volo  con alcuni e si abbia più difficoltà con altri?

Voi preferite i blog  che vi sono in qualche modo “simili” oppure, al contrario, vi sentite più stimolati da quei blogger che per modo di esprimersi, interessi, argomenti trattati, maniera di trattarli eccetera, risultano essere  molto differenti da voi?

Più sinteticamente, è la similitudine o la diversità  a far si che si attui quella fidelizzazione, presupposto imprescindibile  per ritornare a commentare  su  quel blog?

Perche' scegliete di commentare su un determinato blog?
simpatia personale
propone argomenti interessanti
similitudine di idee
non ho un particolare motivo
diversita' di idee
e' ironico e divertente
ha uno stile che attira
qualcuno devo pur commentare
perche' e' sempre presente sul mio blog
la differenza stimola la mia curiosita'
  
pollcode.com free polls

Nota: il sondaggio consente un solo voto ed è completamente anonimo

Immagine reperita in rete

postato da: perlasmarrita alle ore 22:43 | Permalink | commenti (54)
categoria:opinioni, blog e bloggers
mercoledì, 28 maggio 2008

Parlare di globalizzazione mi fa sempre girare la testa. Da una parte sarei per abolire i confini, abbattere i muri, eliminare le frontiere... dall'altra sarei per fare un bel recinto alto 10 metri tutto attorno a casa mia, con sopra vetri taglienti e sistemi anti-intrusione agli ingressi... Certo ne ho sentito parlare, basta aprire un qualsiasi quotidiano e te la sbattono in prima pagina. Leggo, rileggo e cerco di capire... ma puntualmente si fa avanti il giramento di testa.
Non mi azzardo a parlare di globalizzazione in termini politico-economici, anzi, nell'occasione, vi Ctrl+C Ctrl+V qui la prima riga di Wikipedia a proposito del termine... "Con il termine globalizzazione si indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti,
il cui effetto primo è una decisa convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo."

L'argomento più volte esposto tra le 4 mura della modesta cucina di casa mia durante qualche cena con gli amici porta sempre alla solita conclusione:
i cinesi in cina, gli americani in america e gli italiani ognuno a casina sua... brindisino larallalallalà!!!
Bhe, a ripensarci bene mi piacerebbe poter girare un mondo in cui tutti ci si sente fratelli, ci si possa parlare e comprendere senza bisogno di un vocabolario o di ridurci a veri e propri mimi esperti in comunicazioni non vocali. Certo che vedere la terra dal finestrino di un aereo non dà il senso di quanto noi, esseri semi-umani, siamo distanti dai nostri fratelli cinesi. Sì, insomma, da lassù si vede che il mare è blu anche in California, la neve è bianca anche in Africa, le foreste sono verdi etc etc

aaaMINI MAMMA (NAVI N°277 03MAR2007)la foto sopra è "verissima"

E che dire, infine, se aprendo una rivista di auto in Giappone ti viene sbattuta lì, in seconda pagina, la Mini-Innocenti (completa di ammaccature) di mia mamma... chi è stato? come si sono permessi? è un elogio o una presa in giro?

E, anzi, se qualcuno di voi che legge qui sapesse il giapponese, mi saprebbe dire che cavolo c'hanno scritto intorno?

Insomma, fratelli si, ma
"la mi mamma un si tocca!!!"

Ciao
Semedimela (Mauro)

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categoria:società, guasto, semedimela
lunedì, 26 maggio 2008

Qualcosa di incredibile. Il 24% dei minori italiani, quasi uno su quattro, e' esposto al rischio di povertà. E' quanto emerge dal 4° Rapporto su "I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia", presentato oggi dal Gruppo CRC. Dal dossier risulta che sono circa 900.000 i giovani che abbandonano prematuramente gli studi, e che permangono, sebbene continuino a rimanere sommersi, fenomeni di sfruttamento e abuso quali lavoro minorile, prostituzione e pedo-pornografia on line. C'e' una tendenza ad utilizzare la detenzione preventiva per i minori, in particolare per quelli stranieri, e a non rispettare le misure di protezione previste per i quelli che vengono ascoltati in un processo. Il rapporto sulla condizione dei minori nel nostro paese e sul grado di rispetto della Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (CRC) viene presentato oggi alla vigilia dell'anniversario della ratifica della Convenzione da parte dall'Italia, avvenuta il 27 maggio 1991. E' stato redatto dal Gruppo CRC, composto da 73 organizzazioni ed associazioni e coordinato da Save the Children Italia.
Il dossier identifica tra le sue raccomandazioni l'adozione di un Piano Nazionale Infanzia, la non più rinviabile istituzione di un Garante nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza, politiche e risorse espressamente destinate alla tutela dei minori, soprattutto a quelli che vivono in situazioni d'indigenza, sfruttamento, sottoposti a varie forme di violenza o discriminazione, come i minori stranieri o quelli che fanno parte di minoranze.
Per saperne di più: Save the Children

postato da: perlasmarrita alle ore 15:24 | Permalink | commenti (41)
categoria:bambini, diritti, informazione, società
sabato, 24 maggio 2008

Con una lettera del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli al presidente della società Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, si riprende in mano il progetto per la realizzazione del Ponte che dovrebbe collegare la Sicilia al continente. Matteoli chiede infatti a Ciucci di rimettersi al lavoro, il prima possibile. Il presidente della Spa ha dato una risposta tempestiva, in cui ha delineato i vari passi da compiere, scandendo i tempi necessari per arrivare alla costruzione della grande opera tanto discussa. L'ordine di inizio attività all'Impregilo potrebbe scattare a gennaio 2009, la posa della prima pietra è prevista per il maggio - giugno 2010, l'opera sarà conclusa e aperta al traffico nel 2016.

C'era una volta... L'idea di un ponte tra la Sicilia e la penisola è nata negli anni '60, ed è approdata nelle aule del Parlamento italiano il 17 dicembre 1971, data in cui venne approvata la legge 1158, che puntava "alla realizzazione di un collegamento stabile viario e ferroviario fra la Sicilia e il Continente". Nella legge si affidava all'Iri il compito di guidare Fs, Anas, Regione Sicilia e Regione Calabria. Soggetti che, quando all'inizio degli anni '80 un'altra legge istituì la Stretto di Messina Spa, investirono parte dei loro capitali in questa società, che, per prima cosa, doveva demolire il progetto, sponsorizzato dall'Eni e costato 80 miliardi di lire, di costruire tre tunnel sottomarini nello stretto. Nel 1982 Claudio Signorile, l'allora ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno, annunciò che a breve sarebbero iniziati i lavori per un collegamento sospeso, e nel 1984 si stabilì che il Ponte sarebbe stato terminato entro dieci anni. Signorile aveva sbagliato i calcoli, il progetto resterà infatti bloccato fino all'inizio del nuovo millennio.

Sarà il premier Silvio Berlusconi, nel 1992, a rilanciare l'opera. Il progetto della Stretto di Messina Spa è ripreso e aggiornato, con tanto di studio sull'impatto ambientale. Il decreto per la realizzazione del ponte viene varato il 24 aprile del 2003, e nell'ottobre 2005 l'Impregilo vince la gara aggiudicandosi l'appalto. Data prevista per l'inizio dei lavori: 2007. Ma la nuova legislatura di Romano Prodi cancella il Ponte dall'elenco delle priorità, dirottando i 50 milioni di euro disponibili per la sua costruzione verso altre opere pubbliche viarie in Sicilia e Calabria. Del Ponte la maggioranza non vuole saperne, alla Camera passa una mozione in cui l'Italia si impegna a non realizzarlo e la Commissione Bilancio del Senato approva un emendamento che stabilisce la messa in liquidazione della società Stretto di Messina, i cui battenti avrebbero dovuto chiudere entro il marzo 2008, e l'abrogazione della legge istitutiva. Con un colpo di scena inviso dalla sua maggioranza, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro salva la spa, dopo un calcolo sui costi che questa operazione avrebbe fatto ricadere sullo Stato: 500 milioni di euro in penali da pagare alle imprese che si erano già aggiudicate i lavori.

E fu così che... Dal primo ottobre 2007 l'Anas è azionista di maggioranza della Stretto di Messina Spa, diventa così la concessionaria per la progettazione, la realizzazione e la gestione del Ponte. La compagine azionaria della società è così delineata: 81,8% all'Anas, 13% al Rfi, 2,6% sia alla Regione Sicilia che alla Regione Calabria. Ma com'è strutturata la Stretto di Messina Spa? Nell'aprile 2004 sono state avviate quattro gare internazionali al termine delle quali sono stati individuati i vari soggetti coinvolti nella realizzazione e progettazione dell'opera. Nel marzo 2006 l'Impregilo firma il contratto come capogruppo mandataria dell'Associazione Temporanea di Imprese, diventando così il general contractor, cioè il soggetto che realizza l'opera. Il project management consultant, che si occupa delle attività di controllo e verifica della progettazione definitiva, esecutiva, della realizzazione del Ponte e dei suoi collegamenti stradali e ferroviari, è la società statunitense Parsons Transportation Group. Vi è poi un soggetto impegnato nell'attività di monitoraggio ambientale, territoriale e sociale per le varie fasi di costruzione ed esercizio del Ponte: il raggruppamento Temporaneo di Imprese guidato da Fenice Spa. Infine un broker assicurativo, la Marsh Spa.

La lettera. Nella missiva che Matteoli ha inviato al presidente della Stretto di Messina Spa Ciucci, il ministro ribadisce l'impegno in favore della realizzazione del Ponte: "Il collegamento stabile tra la Sicilia ed il Continente è tra le infrastrutture che rivestono carattere prioritario e la sua realizzazione ha già costituito oggetto di affidamento al contraente generale. E' pertanto necessario porre in essere nei tempi più brevi tutte le condizione per la ripresa delle attività inerenti la costruzione del manufatto". La prima cosa che la società deve fare, sostiene Matteoli, è "un'immediata revisione della convenzione di concessione e del piano economico - finanziario in essere". Occorre individuare le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione del Ponte, dato che quelle in precedenza accumulate sono state versate al bilancio dello Stato e riservate ad altre opere. E' in fase di valutazione il costo aggiornato del progetto, che per ora può essere stimato in circa sei miliardi di euro. Si conosce invece la cifra spesa dalla Stretto di Messina per la sola progettazione dell'opera: 200 milioni di euro.

Ciucci ci tiene a rassicurare sul fatto che "il consenso del territorio sarà fondamentale per la costruzione del ponte", si avvieranno colloqui con i cittadini siciliani e calabresi e con le amministrazioni locali. Certo è il beneplacito del governatore siciliano Raffaele Lombardo, che si è detto "soddisfatto" del nuovo via per il Ponte e che ha assicurato che "il governo regionale siciliano farà quanto in suo potere per lavorare in concerto con il governo nazionale affinchè il Ponte sullo Stretto di Messina diventi una realtà portando con sé numerosi vantaggi, non solo alla Sicilia e alla Calabria, ma anche a tutta l'Italia, perché - spiega Lombardo - è un'opera fondamentale che rende oltretutto operativo il corridoio Berlino I".

A frenare è invece Mario Sarcinelli, presidente di Dexia Crediop, istituto che finanzia le opere pubbliche della penisola. Secondo Sarcinelli "le opere pubbliche necessarie all'Italia sono i trasporti, ma tra queste non c'è, certamente, il Ponte di Messina". Un no secco arriva poi da Massimo Fundarò, coordinatore dell'esecutivo nazionale dei Verdi: "dopo il nucleare, il ponte sullo Stretto: il governo mostra così tutta la sua arretratezza in campo ambientale". Sono altre le opere utili a parere di Fundarò, come "il potenziamento delle reti già esistenti e delle ferrovie, non certo un'infrastruttura faraonica, costosissima e dannosa alla quale ci opporremo sempre".

Emma Berti,   23 maggio 2008

 

postato da: perlasmarrita alle ore 10:14 | Permalink | commenti (36)
categoria:opinioni, informazione, società
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