lunedì, 18 agosto 2008

"È sempre accaduto che l'amore  abbia ignorato

quanto fosse profondo fino al momento del distacco"

K. Gibran

 

Camminai   e camminai. Il sentiero in salita, che mi conduceva  in quel punto esatto del bosco, non era per niente agevole  per una come me, disabituata alle asperità del terreno  scosceso.

Un sorriso, sentii un sorriso aleggiare sulle mie labbra al pensiero  della prossima inevitabile discesa e quel che rappresentava la discesa nella  mia vita. Affrontavo meglio le salite, non c’è che dire. Le discese le facevo sempre rovinosamente ma nelle salite  ero bravissima. Esattamente come i muli.

Mio nonno  materno aveva un mulo, ed io avevo poco più di due anni quando il nonno morì.  Eppure è stampata nella mia mente l’immagine di loro due vicini, proprio come se avessi la foto tra le mani: un uomo altissimo, imponente, bello, con due  grandissimi occhi   verdi, di un verde speciale  come le foglie tenere  del bosco che stavo attraversando. Un uomo, Francesco,  ed il suo mulo tutto nero, Martino.

Avevo due anni ma riconoscevo a distanza il calpestio degli  zoccoli di Martino, che copriva il passo felpato del nonno.

La foto mnemonica   mi rimanda un’immagine  felice, l’immagine di me bimba che mi catapulto giù per la scalinata,  fatta di pietre sconnesse, perché lì avrei trovato due braccia di nonno ad accogliermi e la maestosità, ai miei occhi, di un mulo tutto nero che mi guardava  di sottecchi, quasi a sorridermi. E poi il nonno  che,  alleggerito il mulo del suo carico, mi issava  in groppa e mi faceva  abbracciare stretta  il suo collo. E Martino che non si muoveva,   mansueto, si prendeva il mio abbraccio.

Altro tempo, altre immagini. Più tardi, molto più tardi nel tempo, rivedo me bambina  solo un po’ più grande, aggrappata alle ampissime gonne di una nonna vestita di nero,  che preferiva abbandonare gli agi di casa sua, per seguirla verso la campagna dove andava a lavorare. Testarda come un mulo, ero disposta a sorbirmi ore di  prediche pur di andare con lei;  non mi lesinava mai le sue affettuose  prediche, che ora ricordo con nostalgia, perché non sapendo camminare in discesa, tendevo sempre a ruzzolare e con  le mie zie che erano costrette a prendermi in braccio per evitare che finissi nella scarpata o nel fiume, rallentando il viaggio e facendo perdere loro prezioso tempo di lavoro.

“Tu sei un mulo!!! Tu sei come un mulo, testarda e impacciata nelle discese” E nella mia  mente ritornava l’immagine maestosa e quieta di Martino, poi venduto in fretta perché la sua presenza arrecava dolore infinito. E mi sembrava una cosa bellissima  assomigliare a  Martino. Una cosa di cui andare fieri.

Ecco, ora avevo raggiunto il punto preciso  della mia montagna. Tra fiori spontanei, faggi e pini,  in quel  punto  e solo  in quello, la montagna  permette  di avere una visuale mozzafiato  sullo Ionio sottostante.

Il mare sembrava ad un passo, eppure era a chilometri;  diviso dalla montagna da chilometri di discesa rapidissima.  Come  le tante  discese che hanno caratterizzato la mia vita: discese vertiginose   seguite da  risalite faticosissime e dolorose. Sempre più faticose.

 

Immagine: Foto di Melchisedec, che ringrazio infinitamente

postato da: perlasmarrita alle ore 14:24 Permalink |
Commenti
#1   18 Agosto 2008 - 14:28
 
Mi sono ricordata di Martino quando ho letto il nomedi noncelafopiù... che è appunto, Martino. Poi mi era passato di mente per ritornarmi in occasione della mia ultima gita in montagna, la mia montagna.
Un ricordo intriso di nostalgia e di affetto. Un nome che mi è caro.
Lo ringrazio,Martino (noncelafopiù)

Auguro a tutti dei buoni giorni :)
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#2   18 Agosto 2008 - 15:06
 
Ciao Francesca, un post molto intenso.
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#3   18 Agosto 2008 - 16:13
 
Essere testardi come un mulo chi l'ha deciso che dev'essere per forza una critica. In quella tenacia si può vedere anche la forza di chi continua a credere nelle proprie idee. E poi il mulo è un ibrido tra asino e cavalla, e già questo me lo rende simpatico.
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#4   18 Agosto 2008 - 18:40
 
E' nel conto della nostra vita il percorso a salire e anche a scendere. Le discese sono repentinamente rovinose senza appoggio, per le salite pare che uno trovi una forza disumana. Le affronta. E basta.
Dai muli si impara molto, e non solo per la testardaggine, che in noi umani diventa caparbietà cieca. Si impara pure quando s'arrestano o arretrano oppure oziosamente stanno con la coda a penzoloni, per cacciare via le mosche.
Anche mio nonno possedeva un mulo, ma i ricordi non sono per nulla nitidi.
:-)
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#5   18 Agosto 2008 - 20:13
 
scommetto che Furio ora ci gioca con l'immagine del mulo..ahahahah

la nostalgia è un male di tutti gli interisti purtroppo
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#6   18 Agosto 2008 - 21:07
 
Agganciarsi all'immagine della Cozza-Mulo sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, un pò come dare 4 pere ai Ladroni Zebrati o ricordare le foto interiste in B/N.
Ergo evito, dico solo che il Viaggio pretende di essere raccontato tutto: salita, vetta, discesa. Il Viaggio E' tutto, compresi gli scivoloni, le cadute e le ferite.
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#7   18 Agosto 2008 - 21:22
 
Grazie, Piero :))

Grazie Marcello.
Se solo raccontassi qualche disavventura della mia vita... per dirne solo una... diciamo che solo grazie alla mia tenacia mi sono diplomata e poi laureata, due battaglie distinte.
La tenacia è una delle caratteristiche che ho di cui vado fiera; insieme alla mia capacità di ascoltare gli altri.

Mel mi hai lasciato un commento molto ma molto bello:)) Grazie.
Io dei muli ho solo quell'immagine reale in testa... il resto è quel che ho appreso attraverso la lettura.
Mia nonna , e non solo lei, mi diceva che ero testarda... in verità credo di non esserlo perchè so ammettere di aver sbagliato e so vedere gli sbagli. Quindi è voglia di non mollare, più che altro.
Il mio guaio è che come caratteristica negativa ho un orgoglio esagerato...e questo, vicino alla tenacia, mi ha causato un sacco di guai nella vita.
Ma Martino resta un'immagine di grande dolcezza dentro me.
Credo di ricordarlo più alto e maestoso di quanto in realtà era:))
La bellezza del ricordo è questa.
Mio nonno era proprio mulettiere, Mel. Era una persona fantastica: gentile, dolce, generoso. Mi dispiaccio che non gli somiglio neppure un po', nè fisicamente nè caratterialmente.

Eretico la nostalgia è un bel sentimento :))

Ti dirò, Furio... io del mio Viaggio amo soprattutto gli scivoloni e le cadute. E' grazie a loro che sono quella che sono.
Le vittorie non regalano niente , oltre a una soddisfazione fugace.
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#8   18 Agosto 2008 - 22:11
 
ma quanto mi fa piacere che abia preso spunto da Martino! La voglia di vivere fatta persona, una caciara vivente ;.)
Belli i ricordi dell'infanzia, bello averli, bello averli così.
Ne parlavo di recente quanto siano importanti nella crescita. Poi i casini li hanno tutti ma un'infanzia giocosa segna svariati più che sanno vincere i meno degli anni a venire.
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#9   18 Agosto 2008 - 23:03
 
Che bello squarcio di vita. Ti conosco pochissimo ma direi che si.. sei cocciuta quanto basta.
Un sorriso enorme.

Black
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#10   18 Agosto 2008 - 23:23
 
Hai scritto un post bellissimo e vero!
Nel mio ultimo viaggio ho fatto una scalata pazzesca: ho salito una montagna decisamente impervia e difficile, senza sentieri. Non sto a dire perchè l'ho fatto, ma avevo una forte motivazione.
Ho impiegato 3 ore e mentre salivo ero concentratissima sul percorso e non riuscivo a fare nulla se non stare attenta e pensare che quella salita era un po' l'emblema della fatica del vivere.
Sono arrivata in cima, ma ho potuto fare una breve sosta perchè non c'era molto tempo.
Così ho intrapreso la discesa: ed è stato ancora peggio perchè ci si aggiungeva la stanchezza accumulata nella salita più la scivolosità dei sassi: ho impiegato circa 2 ore ma ci sono riuscita, senza aiuti, anche se in certi momenti mi sembrava di essere stata una pazza a volerlo fare e temevo di crollare, ma ormai non potevo fare diversamente (come aiuto avevo un bastone di legno veramente indispensabile).
E pensavo che tante volte nella vita si scende ripidi e si ha la sensazione di non avere più energie perchè già se ne sono sciupate parecchie: ma poi si riesce sempre ad arrivare, a riposare. E il riposo si apprezza proprio perchè c'è stata una grande fatica.....è così che ho imparato ad apprezzare le piccole grandi cose della vita: perchè ho provato i grandi dolori.
Un abbraccio forte, Francesca.
Mirella
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#11   19 Agosto 2008 - 00:01
 
Beh la mia infanzia è stata brevissima, Mara ma è stata felice. Poi sono passata direttamente all'età adulta, niente adolescenza (con tutte le indispensabili cazzate tipiche di quell'età!) :))

Black, bentornata :))

Mirella hai lasciato un commento che è ancor più bello del post :)) Posso immaginare molto bene la montagna scalata. Poi te lo dico al tel.
Hai descritto con estrema efficacia le difficoltà della risalita e le insidie della discesa. L'importante è saper risalire sempre, però. mai lasciarsi tagliuzzare l'anima dalla brutture della discesa.
Mirella, mi somigli in questo. Tu, come me, non hai paura a mostrarti come sei, senza quei brutti paraventi che oggi vanno tanto di moda che tentano di mostrare sempre e comunque dei vincenti. Naturalmente questa considerazione non arriva solo da questo commento, ma qui ho l'opportunità di dirti quanto io apprezzi e condivida il tuo modo di mostrarti come sei. Perchè sei bella, Mirella. Una bellissima persona. Te lo dico qui perchè a voce mi imbarazzerei. :))
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#12   19 Agosto 2008 - 00:10
 
Non vi sembra che il soggetto della splendida foto sia un sole di notte circondato da nuvole?
Qualcosa di impossibile, qualcosa di surreale. Qualcosa che assomiglia alla vita, qualcosa che assomiglia al sogno
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#13   19 Agosto 2008 - 00:55
 
Sì, le gioie più grandi, le soddisfazioni più forti, nascono sempre da una grande fatica, dal sudore della salita, dalle ferite dei ruzzoloni nella discesa. Tenacia e pazienza, sensibilità nell'ascoltare ed interessarsi agli altri, sono delle splendide qualità...l'orgoglio...qualche volta bisognerebbe riuscire a passarci sopra per fare quel fatidico primo passo, pur ingoiando amaro, perchè spesso è proprio l'orgoglio quello che ci allontana dagli altri...ma non è facile, affatto!
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#14   19 Agosto 2008 - 10:29
 
anche mio nonno aveva un mulo, morighedda, e un asino. Carichi di legna...il flashback che ho in mente

saludos
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#15   19 Agosto 2008 - 11:33
 
È tenero il tuo racconto. Il mulo sarà anche cocciuto ma gli hai guardato gli occhi ? Così rotondi e immensi ... a me sembra sempre che brillano di bontà ... quindi, se assomigli al mulo ... sei un mulo di bontà ;-)

... le discese ardite e le risalite .... chi é attento credo che può trarre profitto sia dalle cose belle che da quelle meno belle che gli capitano ... tutto fa esperienza e vita da assaporare ....
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#16   19 Agosto 2008 - 12:28
 
1.I muli ,misti ,tirano certi calci...:-))
specialmente se li guardi negli occhi e non ti conoscono...

2.Mio nonno aveva un asino che si chiamava Arturo. Era uno spettacolo.
ERa così intelligente e obbediente.
Se mio nonno fischiava tre volte :si fermava.
Se mio nonno fischiava due volte:si inginocchiava per farsi caricare.
Se mio nonno fischiava una volta
Arturo si rialzava con il carico.

Se invece fischiava qualcuno che non cosceva tre volte:Arturo alzava la coda.
Se fischiava due volte Arturo girava la testa verso di lui e lo guardava con un viso intelligente ruminando,e alzava una zampa.
Se fischiava una volta l'asino in fine alzava la coda e scorreggiava mostrando i denti soddisfatto.

Quando è morto ,povero asino,lo abbiamo sepolto nella terra nuda e ci abbiamo messo una croce con su scritto:
"Qui riposa l'asino Arturo,grande fatigatore,asino timorato e leale"

Che tristezza :-((

Nella bara abbiamo messo il suo morso e la sella.
Mi ricordo che piangevano tutti.Galline,conigli,pulcini,persino Carolina,la mucca,e Geremia il suo parassita affezionato.

Mio nonno ha anche suonato il riposo con la tromba come stesse seppellendo un soldato.



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#17   19 Agosto 2008 - 14:00
 
Le discese e le risalite..
La tenacia, la determinazione e la.. cucuzza!!

Direi che determinazione è una cosa, vuol dire voler giungere ad un certo obiettivo a tutti i costi.. la testardaggine fa pensare ad uno che non cambia idea a prescindere da tutto..

Una persona determinata cambia idea, ma lo fa comunque allo scopo di raggiungere la sua meta..

Che le sofferenze formino la persona è vero, ma non è una regola di vita: ho conosciuto gente con tutte le fortune, ma anche dotata di una maturità e capacità non comuni..

Certo che un risultato sofferto valga di più è vero.. altra storia!

La foto è magnifica, perfetta nell'esecuzione, ma soprattutto bellissima nella composizione.. pare tridimensionale ed il fiore sembra quasi il premio finale di un percorso..
Stupenda!!

Grazie per avermi portato in un tuo ricordo, in sella a Martino.. :)

Salutoni
Manlio
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#18   19 Agosto 2008 - 21:49
 
Ho le lacrime agli occhi per il racconto di eretico...

Un bacio perla...
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#19   19 Agosto 2008 - 23:46
 
Francesca, mi dici cose troppo belle....mi imbarazzi....ma anch'io penso le stesse cose di te! Ti stimo tantissimo!
Penso anch'io che ci somigliamo parecchio! Ma perchè abitiamo così lontane???
Spero davvero poterti incontrarti presto. Smack!
Mirella
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#20   21 Agosto 2008 - 23:37
 
Questo che segue è il messaggio che mi è arrivato da Noncelafopiù.
E' un messaggio così bello che ho chiesto a Martino il permesso di postarlo: il post ne sarebbe uscto arricchito e senza di esso non sarebbe stato lo stesso.
Martino mi ha accordato il permesso, ed eccolo:

Ciao!
Purtroppo non si apre la finestra dei commenti :-(
Volevo solo dirti che sono commosso e lusingato sì, lusingato di aver riportato in superficie un così intenso e bel ricordo col mio nome.
Ormai (purtroppo) i muli sono solo un ricordo nella mente di chi ha avuto la fortuna di poterli anche solo carezzare.
Ed hanno fatto la storia loro, senza paura mai, insieme ai tanti giovani che le guerre si sono portati via.
Qui, come dappertutto, c'è il monumento ai caduti di tutte le guerre, ce ne sarà uno, uno soltanto nel mondo per questo animale dagli occhi umani?
Un caro saluto.

Martino (fiero del suo nome)
:-)
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#21   21 Agosto 2008 - 23:37
 
Infatti Kathe, non è facile. Io sono consapevole di questo grande limite che ho. Purtroppo, specie quando penso di essere dalla parte del giusto; quando sono stata ferita, non c'è santo che mi smuova.

Si bard.. io ne ho un'altra immagine in testa... ma sono appunto, fermoimmagini :)) Credo sia già bello averle :))

No Misti, io non sono una "buona"; sono tollerante, cerco di comprendere, di capire ; cerco di mediare... tutto finche ne ho la possibilità.
Ma poi, quando mi rendo conto che tutto è vano, che dall'altra parte vi è solo cattiveria; che vi è solo voglia di distruggere e di denigrare allora divento malvagia, cattiva.. ed è meglio, in quei momenti, non attraversarmi la strada. Ecco diveno un mulo di cattiveria... se mi passi il paragone :)))

Eretico hai una grande fantasia :))

Grazie di essere salito insieme a me, Manlio.
I complimenti alla foto, visto che arrivano da un fotografo bravo come te, sono graditissimi... sia a me che l'ho scelta, sia... credo a Mel che l'ha scattata :))

Un bacio Kiara :))

Mirella, sono cose sacrosante :))
Beh se ti può consolare quasi tutte le mie amiche sono lontane..ma non per questo lontane dal mio cuore :))
Ci vedremo presto :))


Grazie a tutti tutti per essere stati qui :)))
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#22   22 Agosto 2008 - 08:02
 
..essere buoni quando dall' altra parte c' é solo cattiveria non é più essere buoni .. é essere (cogli)oni .. vabbè una parte di (bu)oni c' è sempre .. basta saperla trovare ;-) ...
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#23   22 Agosto 2008 - 08:33
 
Misti.. concordo!!

Essere eternamente buoni, cercare la soluzione pacifica, capirsi..
E' l'insegnamento che ho ricevuto e praticato tutta la vita..

Ma quando dei ragazzi ti cercano per metterti in mezzo e darti fastidio, senza alcun motivo che divertirsi?

E quando cercano una scusa solo per menar le mani?

Alla fine ad un certo punto ho praticato quello del 'Dagli una marea di botte per reazione, e dopo ridagliela senza motivo..', funziona lo sai?

C'è gente verso cui la mia pazienza è infinita, ma se fosse con tutti allora sarei un fesso..

Salutoni
Manlio
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categoria:ricordi, vita, introspezioni, atmosfere, briciole danima
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