venerdì, 24 ottobre 2008

Finalmente ho potuto avere tra le mani il nuovo CD di Paolo Conte, “Psiche”.

Questo suo album non è una sorpresa, almeno per me. Amo in maniera viscerale la musica che propone  questo distinto signore di 72 anni che suona  con l’aria stralunata  degli  improvvisatori, ma che improvvisatore non è.

Psiche giunge a consolidare una scrittura formale e al contempo scorrevole, in grado di soddisfare, a mio avviso  tanto gli appassionati di canzonette quanto gli austeri intenditori di musica senza scordare chiunque stia nel mezzo. Come me. Ed è nel suo titolo il messaggio; secondo me Conte intendeva Psiche come  Anima, perchè questo album parla davvero all'anima.

Il pezzo che è nel segno della  sua migliore tradizione jazzistica  ha il titolo dell'album, ed è un gioiello di capovolgimenti improvvisi ed inseguimenti di note.

Il pezzo che vi propongo qui, Coup du Théatre, non è stato apprezzato moltissimo dalla critica, almeno quella che ho letto io. Forse perché troppo “francese”, sia nella sonorità che, ovviamente, nella  lingua scelta. Ma a me piace davvero molto…  ve ne propongo il testo, l’audio ancora non si può.

 

 

 

Dis-moi que tu m'aimes

dis-moi que tu es ma flamme

dis-moi, dis-moi quelque chose

Ne me dis  rien....

 

Restes dans le silence

du grand désert

Dans la musique

de l'univers

Le paradis de notre enfer

 

Je ne cherche plus

mon ange

Seulement l'amour

sait te dire

te dire d'une voix

de femme

tout son plaisir

 

Te dire d'une  voix

secrète

tout son desir

postato da: perlasmarrita alle ore 19:33 Permalink |
Commenti
#1   24 Ottobre 2008 - 19:33
 
La traduzione è mia, siate clementi :))

Dimmi che mi ami
dimmi che tu sei la mia fiamma
dimmi, dimmi qualcosa
non mi dici niente.

Resti nel silenzio
del grande deserto
Nella musica
dell'universo
Il paradiso del nostro inferno

Non cerco più
Il mio angelo
Solamente l'amore
sa dirti
dirti di una voce
di donna
tutto il suo piacere

Dirti di una voce
segreta
tutto il suo desiderio
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#2   24 Ottobre 2008 - 21:30
 
In quest'album Conte è sempre meno sornione, meno jazzato, meno sudamericano, un'evoluzione che a mio vedere era iniziata già in Elegia.
In Psiche c'è solo un brano che ricorda quel Conte lì, la Danza della vanità. Per il resto, è un artista come sempre grandissimo che giustamente ha scelto di non ripetersi, di non ri-fare se stesso (e sì che ne avrebbe avuto i mezzi). Una bici non si
ama/ si lubrifica/ si modifica. Una
bici si declama/ come una poesia/
per volare via...
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#3   24 Ottobre 2008 - 22:58
 
Ciao Francesca, sono ritornato per qualche giorno a Catania con mogliereme che è di lì, appena in tempo per vincere i 100 milioni al superenalotto! Sgherzo!
Ho un paio di dischi di Paolo Conte, ha uno stile unico.
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#4   25 Ottobre 2008 - 08:29
 
Il francese è affascinante...
Carissima perlasmarrita,
è ora di cominciare ad attivarci, se vuoi, per organizzare la solita giornata di ...
Ho postato una proposta, vieni a leggerla e fammi sapere.
Un abbraccio
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#5   25 Ottobre 2008 - 09:21
 
sto sentendo e risentendo questo nuovo lavoro di Conte, meglio sicuramente degli ultimi due, mi pare tornato agli album migliori...

saludos
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#6   25 Ottobre 2008 - 14:02
 
Che figlio di puttana :D
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#7   02 Novembre 2008 - 16:02
 
...molto bellerrimissima....


bello ritrovarti :)

bacioBlue
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#8   02 Novembre 2008 - 19:57
 
de sos supraumanos bentàllios
de iberru at a bider
ischichinare s'aghera rùbia
de cuddas tzitades

(dei sovrumani ventagli
d'inverno vedrà
scuotere l'aria scarlatta
di quelle città)

(Paolo Conte - Psiche - 2008)
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#9   02 Novembre 2008 - 20:02
 
Bard, tu sei un amico delizioso, che adoro :))
Farò un post con la tua traduzione... avrei dovuto farlo oggi ma ho rimandato. Lo sai che io amo il sardo :)) Troppo bella come lingua! ho cercato di cantare in sardo mentre passava la musica che ho anche adesso in sotto fondo :))))
Grazie, lo so è poco, ma grazie infinite :))
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#10   03 Novembre 2008 - 11:29
 
Ovunque mi giri, in questi giorni, sento consigliarmi Psiche. A questo punto non mi resta che procurarmelo. :-)
Bentornata! E' un piacere rileggerti.
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