sabato, 05 luglio 2008

Da Sua Maestà Brahamo  ho trovato  QUESTO post che è una  vera chicca. Affronta il tema a me caro, quello dei blog, da un punto di vista decisamente  simpatico  e divertente ma offrendo spunti di riflessione a mio avviso davvero originali.

 

 

"La lingua batte dove il dente duole"

è il caso di ricordarlo bene questo proverbio, specie nel mondo blogghiano.

Non è sempre vero, ma quasi sempre, che i blog tematici siano una sorta di sublimazione di un desiderio fremebondo non ancora realizzato.

E' altresì vero che il blog è pure lo specchio della sofferenza interiore, un luogo dove cercare conforto e sicurezze attraverso l'appoggio dei propri simili.

Si può spaziare a fondo nella paranoia esistenziale infantilesca e prendo come esempio notevole http://amoleforever.splinder.com da cui estrapolo un passaggio significativo:

 

<< xD so ankò ko simo puAhuAhuAhUAhAhUAhUAhUA e io l'avevo dettooo ke nn ce mollavamoo maaaai xDDDDDDDDDDDDd aiutateme a fa i compiti ò_ò xD vabbhò ciao -.- cazzo accidenti a quella troia della prof keeeeeeeeee m ha messo 4 O_O troia xDD cojona puttana zoccola O.O sì vabbhò ciao xD >>

 

Poi, in progressione d'età troviamo  i maniaci  dell'innamoramento e della poesia sentimentale allo stato brado, quindi tutta la sequela di fate, fatine, gnomi, elfi e tutto il popolo immaginario dei boschi (manca solo il fungo (*) allucinogeno) e dulcis in fundo i blog di grafica glitterata, apparentemente innocui in realtà dispensatori di tonnellate di calcestruzzo che rallenta la visione anche nei pc di ultima generazione.

Splinder per questo è da considerarsi un microcosmo di velleità e bisogni. Un ospedale della fantasia dove ricoverarsi è d'obbligo per cercare di uscire dalla monotonia quotidiana.

 

(*) Maestà il fungo allucinogeno lo ha fornito Sciac. Lo ringraziamo?

Voi, lettori di Agorà, cosa ne pensate?

postato da: perlasmarrita alle ore 01:51 | Permalink | commenti (34)
categoria:da altri blog, blog e bloggers
lunedì, 23 giugno 2008

Io  amo molto la mia professione. Non sempre riesco a svolgerla appieno poiché vivo in un  piccolo paese, con scarso interesse verso alcune tematiche  ma, se potessi, molti sono gli ambiti di intervento. Tanti quanti sono gli aspetti del vivere e la/le società.

Non vi stupisca, quindi, che anche in una comunità virtuale, io sia interessata alle sfaccettature delle relazioni; alla maniera di viverle. Non è da oggi che studio, scrivo e mi interesso del mondo- blog.

In questo contesto è nata questa iniziativa che, secondo la mia idea iniziale, prevedeva la pubblicazione di tre interviste per volta; tre amici di blog che io avevo individuato avere tra loro un legame per un qualcosa.. che ne so, la residenza, una certa idea politica, l’età, il contenuto del blog.

Mi sono accorta che questa formula non funziona ed allora sono passata alle pubblicazioni singole. Naturalmente questo prenderà molto più tempo. Come ultima intervista ci sarà io che intervisto me stessa. Professionalmente parlando ciò  è impossibile ma, visto che siamo su un blog e  il blog è, anche, gioco... vorrà dire che giocherò anche io!

Se qualcuno delle persone che ha già risposto alle domande avesse nel frattempo cambiato idea per un qualsiasi motivo, e non ha più piacere  che la sua intervista sia pubblicata, non ha che da mandarmi un messaggio splinder. Lo dico in tutta tranquillità. Ed in tutta tranquillità ringrazio le persone che hanno risposto e si sono messe in gioco, con serietà.

Oggi le cinque risposte provengono da...  Viga (Davide)

1) Ma un blog cos’è per te?

Il blog?Per me è un esercizio di potere svincolato da ogni tipo di censura esterna. Un diario, un bar virtuale, uno sfogo, una commedia, una farsa. Che informa, diverte,crea comunicazione e scontro. Perchè è la risposta a una certa epoca ultratecnologica che ci rende "macchine atte a consumare benessere",piuttosto che persone disponibili al confronto-scontro sui temi principali della nostra esistenza:politica,amore,cultura non passiva. Per me il blog è un potente mezzo anarchico-individualista, una contraddizione affascinate

 

2) Mi dici quali caratteristiche ti piacerebbe trovare in blog che ancora non hai incontrato?

In realtà non penso di aver delle aspettative ulteriori.

Anzi,penso che il mondo dei blog sia come un grande negozio:c'è di tutto.

Ho trovato tante caratteristiche divertenti, o bizzarre. Questo è il suo punto di forza

 

3) Secondo te i blog producono letteratura?

Talora si. Poi , ci si dovrebbe interrogare sul significato di letteratura

Io, malauguratamente per i veri scrittori, ho un modestissimo blog letterario- perdonatemi la bestemmia- nel quale mi propongo di rendere omaggio al cinema di serie c dei 70. Per cui racconti bizzarri, sconclusionati,volutamente sgarrupati grammaticamente. Un omaggio a Ed Wood. Ebbene questo significa produrre letteratura? Non lo so. Si dovrebbe parlare di cultura alta e bassa, ci son differenze?Cosa è la cultura bassa? Chi la decide? Non ci son "gemme" anche in certi racconti considerati trash? I blog, quindi, portano con sè anche queste contrasti. In ogni caso vi son dei bellissimi blog di poesia. Qualcosa di buono esiste. Anzi, penso che sia anche un ottimo metodo per far arrivare i propri progetti al pubblico,saltando le case editrici e le loro politiche.

Potere al popolo,dunque?Si,e senza nemmeno il bisogno del bollino di qualità di un guitto qualsiasi

 

4) Ritieni che il mondo blog abbia un futuro? E se si che futuro prevedi?

Non so, non sono il Mago Otelma.

Però,credo, che un futuro interessante questo mezzo possa averlo. Mi piacerebbe un aumento di blog artistici-culturali- dove ogni artista faccia conoscere alla gente la sua arte,di qualsiasi natura e valore- mi piacerebbe che possa esser usato per fare controinformazione militante e feroce, un uso forse meno privatistico del mezzo- non è che la quotidianità sia cosi interessante quando manca l'analisi politica di essa- e più strutturato come incontro , come collettivo

Ecco dalla fase anarchico-individualista, a quella collettivista.Sarebbe molto interessante come prospettiva: gruppi di artisti, di giovani politici, scrittori. Reputo che questo futuro sia una buona occasione di far qualcosa di importante

 

5) In definitiva il web promuove o mortifica la socializzazione?

La promuove, perchè a mortificarla ci pensa la società del benessere con la sua catena montaggio del consumismo cialtrone. Il mercato e la sua dittatura ha sradicato ogni capacità umana di riflessione, l'americanizzazione brutale del paese,la crisi della politica, l'allarmismo scellerato che ci vuole in casa a vedere la tv dopo cena. Un mondo a pezzi, allo sbando. Quindi ecco il blog. Uno sfogo,un posto di riflessione e analisi. Incontri altra gente e si parla.

Mi ricordo che da bambino ,quando vivevo in una cascina con i miei nonni, alla sera stavamo fuori a parlare. Non in casa a veder la tv.

Calore umano,discussioni,risate:insomma vita

Dove è possibile ora una cosa simile?In pochissime realtà, e non perché - coglioneria tra le coglionerie- il blog o internet ci allontani dalla realtà,da incontrare altra gente. No,ma perchè mancano luoghi di incontro - tranne costosi locali o squallidi centri commerciali -di riflessione e dialogo. Poi, ci si può anche incontrare tra blog. Nessuno ci vieta questo,anzi!

Per ora ho una visione ottimistica di questo mezzo!

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categoria:blog e bloggers
giovedì, 29 maggio 2008

bloggers1lowgx2L’altro giorno Marcello (Tendarossa) parlando, in QUESTO post, di blog  e di blogger ha  arricchito il mio personale percorso di studio,  su quel che sono i blog, con un concetto nuovo: la diversità.

Più precisamente lui diceva: “per me scrivere su questo blog  (il suo, ndr) è un po' come attaccare dei post-it al frigo: qualcuno li leggerà, se ne ha voglia, quando la cosa gli va, se gli va.”

Allora io mi sono chiesta: cosa fa scattare in un blogger, che capita su un qualsiasi blog,  l’azione del fermarsi, commentare, ritornare? Come si “sceglie”  un blog?

Se è vero che ci sono varie tipologie di blogger,   ognuna con il suo modo di esprimersi, con la sua voglia di dare e ricevere, con la sua maniera di dire "io ci sono",  cosa fa si che ci si capisca al volo  con alcuni e si abbia più difficoltà con altri?

Voi preferite i blog  che vi sono in qualche modo “simili” oppure, al contrario, vi sentite più stimolati da quei blogger che per modo di esprimersi, interessi, argomenti trattati, maniera di trattarli eccetera, risultano essere  molto differenti da voi?

Più sinteticamente, è la similitudine o la diversità  a far si che si attui quella fidelizzazione, presupposto imprescindibile  per ritornare a commentare  su  quel blog?

Perche' scegliete di commentare su un determinato blog?
simpatia personale
propone argomenti interessanti
similitudine di idee
non ho un particolare motivo
diversita' di idee
e' ironico e divertente
ha uno stile che attira
qualcuno devo pur commentare
perche' e' sempre presente sul mio blog
la differenza stimola la mia curiosita'
  
pollcode.com free polls

Nota: il sondaggio consente un solo voto ed è completamente anonimo

Immagine reperita in rete

postato da: perlasmarrita alle ore 22:43 | Permalink | commenti (54)
categoria:opinioni, blog e bloggers
mercoledì, 21 maggio 2008

Io  amo molto la mia professione. Non sempre riesco a svolgerla appieno poiché vivo in un  piccolo paese, con scarso interesse verso alcune tematiche  ma, se potessi, molti sono gli ambiti di intervento. Tanti quanti sono gli aspetti del vivere e la/le società.

Non vi stupisca, quindi, che anche in una comunità virtuale, io sia interessata alle sfaccettature delle relazioni; alla maniera di viverle. Non è da oggi che studio, scrivo e mi interesso del mondo- blog.

In questo contesto è nata questa iniziativa che, secondo la mia idea iniziale, prevedeva la pubblicazione di tre interviste per volta; tre amici di blog che io avevo individuato avere tra loro un legame per un qualcosa.. che ne so, la residenza, una certa idea politica, l’età, il contenuto del blog.

Mi sono accorta che questa formula non funziona ed allora sono passata alle pubblicazioni singole. Naturalmente questo prenderà molto più tempo. Come ultima intervista ci sarà io che intervisto me stessa. Professionalmente parlando ciò  è impossibile ma, visto che siamo su un blog e  il blog è, anche, gioco... vorrà dire che giocherò anche io!

Se qualcuno delle persone che ha già risposto alle domande avesse nel frattempo cambiato idea per un qualsiasi motivo, e non ha più piacere  che la sua intervista sia pubblicata, non ha che da mandarmi un messaggio splinder. Lo dico in tutta tranquillità. Ed in tutta tranquillità ringrazio le persone che hanno risposto e si sono messe in gioco, con serietà.

Oggi le cinque risposte provengono da...  LaTendarossa

1) Ma un blog cos’è per te?

Il blog è o esprime una parte di me, esattamente come il mio modo di sorridere e di camminare, un ginocchio o un gomito, la mia voce.

Mettiamola così: in quanto "parte di me" il blog dà visibilità a qualcosa che non mi è affatto estraneo, ma ovviamente come il mio ginocchio non esaurisce quel che io sono, neanche il blog lo fa. Diciamo che è bello sapere che c'è.

 

2) Mi dici quali caratteristiche ti piacerebbe trovare in blog che ancora non hai incontrato?

Bella domanda! Devo dire che certe caratteristiche di solito incomincio a cercarle nel momento stesso in cui le ho scovo su certi blog. Perchè ti abitui bene, mettiamola così, e da quel momento in poi certe qualità diventano come dei "parametri" con i quali stabilisci implicitamente se un blog ti piace o meno. La cosa bella del blog è che è un esercizio continuo, nel senso che impari a farlo mentre lo stai facendo, o lo vedi fare agli altri.

Personalmente amo i blog ironici, minimali, dalla cui scrittura traspare la volontà dell'autore di non prendersi troppo sul serio, e rispetto a quelli monotematici (solo cinema, solo diario, solo racconti, ecc.) privilegio i blog che invece offrono una gamma piuttosto ampia di tematiche e di stili.

 

3) Secondo te i blog producono letteratura?

Certo che sì. Possono. Fermo restando che il blog è un mezzo, ma al tempo stesso il mezzo influenza in qualche maniera il messaggio. Una cosa detta al telefono, via sms, per telegramma, pur essendo sempre la stessa cosa, assume sfumature di significato diverse. Idem per quanto attiene al blog. Uno scrittore ad es. può pubblicare a puntate un proprio romanzo sul blog, esattamente come facevano nell'Ottocento i vari Dumas, Dickens, ecc. con i feuiletton (e anche oggi qualcuno si domanda se I tre moschettieri sia letteratura o meno). Poi, come il fatto che un racconto appaia in un libro non fa di esso, automaticamente, "letteratura" così come non basta andare a capo ogni 4-5 parole per fare poesia, allo stesso modo, scrivere su un blog di per sé non garantisce - ma neanche impedisce - che si faccia "letteratura".

 

4) Ritieni che il mondo blog abbia un futuro? E se si che futuro prevedi?

Il blog dà la possibilità enorme e inedita a chiunque: non hai niente da dire, ma lo sai dire bene? Il blog fa per te! In questo senso è uno strumento democratico, una formidabile macchina per comunicare,fermo restando che non dobbiamo mai dimenticarci che noi blogger siamo la minoranza della minoranza: coloro che adoperano un computer e navigano su internet sono una sparuta minoranza e all'interno di questa minoranza è a sua volta minoranza il numero di coloro che gestiscono un blog. Quindi per il momento non facciamoci illusioni, non rappresentiamo proprio niente - se non noi stessi. Questo non significa che sul blog non si possano affrontare argomenti di una certa importanza per carità, ma ripeto, l'importante è non sopravvalutare il mezzo che ha ancora i suoi limiti.

Fate un piccolo esperimento: mentre leggete queste righe, giù in strada quanta gente pensate ci sia che non dico abbia ma almeno sappia cos'è un blog?

C'è un fenomeno della vita sociale, che si chiama omofilia, che mi sembra esemplare per descrivere in linea di massima il meccanismo - o uno dei meccanismi - di funzionamento dei blog. Omofilia significa che tutti noi, chi più chi meno, abbiamo la tendenza a circondarci di persone che la pensano come noi. Ora, se ci si bada, i blogger sono esseri omofili, perché in un modo o nell'altro, salvo qualche lodevole eccezione, tendono - anzi tendiamo - a frequentare, leggere e commentare persone che su molte cose la pensano come noi.

 

5) In definitiva il web promuove o mortifica la socializzazione?

In teoria, promuove sia una socializzazione "virtuale" (si crea spesso e volontieri una sorta di community di blogger che si leggono e commentano tra di loro ma che essendo 'aperta' ha un numero variabile di partecipanti) sia "reale" (quando si passa dalle parole su un monitor a qualcos'altro, ammesso che succeda). Il problema non è il web in sé. Volendo, anche il cinema o la lettura, se vissute come una passione individuale, privata, possono trasformarsi in attività alienanti, che allontanano dal mondo. Il web, e i blog in particolare, funzionano come "macchine banali": sono come dei post-it un po' surreali, sui quali per fortuna o purtroppo siamo ancora in pochi a scrivere.

postato da: perlasmarrita alle ore 07:28 | Permalink | commenti (18)
categoria:blog e bloggers
lunedì, 28 aprile 2008

Noi nasciamo con un corredo che è quello delle emozioni (paura,  fame, smarrimento, benessere….) che ci permette di creare la prima categoria nei confronti del mondo: la categoria del piacere/dispiacere. “ Chi risponde ai nostri bisogni ha la facoltà di agire in modo più o meno adeguato. Questo è l’inizio della nostra Comunicazione affettiva. Il primo codice mentale che ci guida alla sopravvivenza biologica e psicologica è quest’emozione piacevole/spiacevole. All’emozione si lega un sentimento, una colorazione positiva o negativa che, quando include un altro dà vita ad un affetto” (I. Mezetti). abbraccio112

Nella vita quotidiana tutto  questo si riassume nella capacita di relazionarsi, di stabilire legami, di toccare e farsi toccare, di entrare più o meno in empatia con “altri”… in una parola di provare affetto. Quante volte nella vita reale riusciamo a dire: ti voglio bene? Pochissime anche se non abbiamo alcun motivo di dubitare che la persona che ci sta accanto (amante, amico, fratello … non importa) voglia “il nostro bene”.

Cosa differente succede nel mondo virtuale quando spesso (troppo spesso?) diciamo ti voglio bene, quasi che il fatto di non guardare la persone negli occhi, non sentirne l’odore, non recepirne la mimica e la gestualità dovesse essere in qualche modo compensata con l’uso frequente, quasi ossessivo, di queste tre parole.

Ma è veramente così? Noi vogliamo davvero “il bene” dell’altra persona?. Come si può volere il bene di una persona di cui non si conosce  nè il viso, nè  la voce.. niente?  Eppure è così. Noi ci sentiamo attratti emozionalmente da alcune persone che sono poco più che ologrammi, di cui non conosciamo nulla se non “l’anima”.

Infatti, a mio avviso, le carenze di un rapporto vis à vis, che sono riconducibili spesso a una scarsa conoscenza dei pensieri, delle pulsioni, dei sentimenti dell’altro (quante volte sentiamo dire: ho scoperto uno sconosciuto accanto a me) , vengono annullate  da un rapporto che si basa esclusivamente  sulla conoscenza dell’anima dell’altro.

Nei blog,  quindi, ma anche nei rapporti approfonditi di chat e forum giorno dopo giorno ci si conosce. Attraverso il rito dei commenti si scambiano le proprie emozione che molte volte ritroviamo simili se non identiche “nell’altro”. Si comincia  a raccontare l’un l’altro le proprie esperienze, le proprie sensazioni, i propri desideri. Ci si scopre.  Ad un certo punto “l’altro” conosce così tante cose di noi che chi ci sta a fianco a volte neppure immagina.  L’altro  virtuale a questo punto non é più necessario per tamponare il proprio vuoto (che era uno dei motivi che aveva spinto a utilizzare il virtuale) , ma é un altro adulto "pieno" che incontra un altro "pieno".  

Naturalmente io ho parlato di situazioni “trasparenti” quando l’uno e l’altro si mostrano per quello che sono realmente. Quando nessuno indossa maschere, più o meno coscienti, per presentarsi agli altri.  Perché in tal caso la situazione si complica.  Ma perché si indossano le maschere? Perché alcuni rifiutano qualsiasi contatto che vada al di là della parola scritta?  Perché ad un certo punto sorge l’esigenza di dare una voce, un corpo  all’altro?

 


 

Prosegue l'iniziativa "Aiuta a far volare un sogno più in alto" QUI per saperne di più.

postato da: perlasmarrita alle ore 02:22 | Permalink | commenti (95)
categoria:blog e bloggers
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