Io amo molto la mia professione. Non sempre riesco a svolgerla appieno poiché vivo in un piccolo paese, con scarso interesse verso alcune tematiche ma, se potessi, molti sono gli ambiti di intervento. Tanti quanti sono gli aspetti del vivere e la/le società.
Non vi stupisca, quindi, che anche in una comunità virtuale, io sia interessata alle sfaccettature delle relazioni; alla maniera di viverle. Non è da oggi che studio, scrivo e mi interesso del mondo- blog.
In questo contesto è nata questa iniziativa che, secondo la mia idea iniziale, prevedeva la pubblicazione di tre interviste per volta; tre amici di blog che io avevo individuato avere tra loro un legame per un qualcosa.. che ne so, la residenza, una certa idea politica, l’età, il contenuto del blog.
Mi sono accorta che questa formula non funziona ed allora sono passata alle pubblicazioni singole. Naturalmente questo prenderà molto più tempo. Come ultima intervista ci sarà io che intervisto me stessa. Professionalmente parlando ciò è impossibile ma, visto che siamo su un blog e il blog è, anche, gioco... vorrà dire che giocherò anche io!
Se qualcuno delle persone che ha già risposto alle domande avesse nel frattempo cambiato idea per un qualsiasi motivo, e non ha più piacere che la sua intervista sia pubblicata, non ha che da mandarmi un messaggio splinder. Lo dico in tutta tranquillità. Ed in tutta tranquillità ringrazio le persone che hanno risposto e si sono messe in gioco, con serietà.
Oggi le cinque risposte provengono da... LaTendarossa
1) Ma un blog cos’è per te?
Il blog è o esprime una parte di me, esattamente come il mio modo di sorridere e di camminare, un ginocchio o un gomito, la mia voce.
Mettiamola così: in quanto "parte di me" il blog dà visibilità a qualcosa che non mi è affatto estraneo, ma ovviamente come il mio ginocchio non esaurisce quel che io sono, neanche il blog lo fa. Diciamo che è bello sapere che c'è.
2) Mi dici quali caratteristiche ti piacerebbe trovare in blog che ancora non hai incontrato?
Bella domanda! Devo dire che certe caratteristiche di solito incomincio a cercarle nel momento stesso in cui le ho scovo su certi blog. Perchè ti abitui bene, mettiamola così, e da quel momento in poi certe qualità diventano come dei "parametri" con i quali stabilisci implicitamente se un blog ti piace o meno. La cosa bella del blog è che è un esercizio continuo, nel senso che impari a farlo mentre lo stai facendo, o lo vedi fare agli altri.
Personalmente amo i blog ironici, minimali, dalla cui scrittura traspare la volontà dell'autore di non prendersi troppo sul serio, e rispetto a quelli monotematici (solo cinema, solo diario, solo racconti, ecc.) privilegio i blog che invece offrono una gamma piuttosto ampia di tematiche e di stili.
3) Secondo te i blog producono letteratura?
Certo che sì. Possono. Fermo restando che il blog è un mezzo, ma al tempo stesso il mezzo influenza in qualche maniera il messaggio. Una cosa detta al telefono, via sms, per telegramma, pur essendo sempre la stessa cosa, assume sfumature di significato diverse. Idem per quanto attiene al blog. Uno scrittore ad es. può pubblicare a puntate un proprio romanzo sul blog, esattamente come facevano nell'Ottocento i vari Dumas, Dickens, ecc. con i feuiletton (e anche oggi qualcuno si domanda se I tre moschettieri sia letteratura o meno). Poi, come il fatto che un racconto appaia in un libro non fa di esso, automaticamente, "letteratura" così come non basta andare a capo ogni 4-5 parole per fare poesia, allo stesso modo, scrivere su un blog di per sé non garantisce - ma neanche impedisce - che si faccia "letteratura".
4) Ritieni che il mondo blog abbia un futuro? E se si che futuro prevedi?
Il blog dà la possibilità enorme e inedita a chiunque: non hai niente da dire, ma lo sai dire bene? Il blog fa per te! In questo senso è uno strumento democratico, una formidabile macchina per comunicare,fermo restando che non dobbiamo mai dimenticarci che noi blogger siamo la minoranza della minoranza: coloro che adoperano un computer e navigano su internet sono una sparuta minoranza e all'interno di questa minoranza è a sua volta minoranza il numero di coloro che gestiscono un blog. Quindi per il momento non facciamoci illusioni, non rappresentiamo proprio niente - se non noi stessi. Questo non significa che sul blog non si possano affrontare argomenti di una certa importanza per carità, ma ripeto, l'importante è non sopravvalutare il mezzo che ha ancora i suoi limiti.
Fate un piccolo esperimento: mentre leggete queste righe, giù in strada quanta gente pensate ci sia che non dico abbia ma almeno sappia cos'è un blog?
C'è un fenomeno della vita sociale, che si chiama omofilia, che mi sembra esemplare per descrivere in linea di massima il meccanismo - o uno dei meccanismi - di funzionamento dei blog. Omofilia significa che tutti noi, chi più chi meno, abbiamo la tendenza a circondarci di persone che la pensano come noi. Ora, se ci si bada, i blogger sono esseri omofili, perché in un modo o nell'altro, salvo qualche lodevole eccezione, tendono - anzi tendiamo - a frequentare, leggere e commentare persone che su molte cose la pensano come noi.
5) In definitiva il web promuove o mortifica la socializzazione?
In teoria, promuove sia una socializzazione "virtuale" (si crea spesso e volontieri una sorta di community di blogger che si leggono e commentano tra di loro ma che essendo 'aperta' ha un numero variabile di partecipanti) sia "reale" (quando si passa dalle parole su un monitor a qualcos'altro, ammesso che succeda). Il problema non è il web in sé. Volendo, anche il cinema o la lettura, se vissute come una passione individuale, privata, possono trasformarsi in attività alienanti, che allontanano dal mondo. Il web, e i blog in particolare, funzionano come "macchine banali": sono come dei post-it un po' surreali, sui quali per fortuna o purtroppo siamo ancora in pochi a scrivere.