giovedì, 26 giugno 2008

E' sempre lei la più feroce... LA FEMMINA
La femmina individua la preda grazie alla vista e all'olfatto, percependo le emissioni di anidride carbonica e acido lattico. Altre caratteristiche che influenzano l'individuazione sono la temperatura, il sudore (le sostanze volatili emesse con esso) e il sebo. L'organo deputato all'alimentazione (stiletto) è composto da differenti segmenti modificati dell'apparato boccale primitivo: mascelle e mandibole sono acuminate e seghettate, l'ipofaringe corre nel labbro superiore, che delimita a doccia il canale alimentare. Il tutto è avvolto dal labbro inferiore all'interno del quale gli altri pezzi scorrono per infliggere la tortura. Quando si posa sulla pelle la fora con le mascelle fino a raggiungere un piccolo capillare. Attraverso l'ipofaringe viene iniettata la saliva che ha potere anticoagulante e che per reazione allergica causa gonfiore, arrossamento e prurito. Quindi il sangue viene aspirato...

Ma ora c'è un rimedio...la "La racchetta del super potere"
La racchetta è un prodotto che uno acquista, tipicamente, per curiosità o su consiglio di amici e conoscenti motivato da brutti ricordi di ripetute aggressioni, spesso sanguinose. Soprattutto ai primi utilizzi, appare come uno strumento per perpetuare vendette esemplari. La sorprendente efficacia dei primi approcci dà subito l'idea di avere per le mani un'arma pressocché infallibile, irresistibile. Viene la voglia di passare all'attacco, di uscire all'imbrunire nel bel mezzo di un prato e di passare alla storia che si tramanderà per generazioni come l'artefice di un'apocalisse! Un solo essere umano dotato di quel super potere e, uno sterminio crepitante, una girandola di bagliori nell'oscurità. Poi si passa alla consapevolezza che non sarà mai più come prima, acquisendo una rassicurante sensazione di potenza: se vedo, elimino, se non vedo, molto probabilmente elimino lo stesso muovendo a casaccio la racchetta.

Ma no, non sono le donne... parlo delle zanzare che tutte le notti mi tormentano e non mi fanno chiudere occhio...
Ne ho provate di tutte, l'alberello magico, la pomata untuosa, il fumetto stordente, la lampada che abbrustolisce... ora ho scoperto la racchetta magica!
Quest'anno non si dorme... ma almeno si gioca a tennis... :|

Ciao
Semedimela (Mauro)

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giovedì, 19 giugno 2008

Quante volte, all'apparire di un idea improvvisa, mi sono dannato a cercare un pezzo di carta e una penna per fermare il pensiero e, semmai, riprenderlo meglio in un secondo tempo. E quante volte il pensiero se n'è volato via così come è arrivato. Magari una di quelle idee avrebbe contribuito a cambiare il mondo se fosse stata elaborata a fondo.
Due titoli, due diari. Sì, va bene, questi due libri non hanno cambiato il mondo, ma forse un piccolo contributo a cambiare la vita di qualcuno l'hanno dato anche loro.

IANELLI MARGHERITA (80 anni)
GLI ZAPPATERRA. UNA VITA.Gli zappaterra. Una vita
Uno spicchio di mondo e di guerra evocato, con amore per la vita e caparbio attaccamento alla terra, da una contadina di Marzabotto che vuole testimoniare solo la verita'.
Per riuscirci - oltre a educare il suo cuore e i suoi pensieri a sorreggere il peso di unesistenza che pare talvolta farsi insopportabile - Margherita Ianelli torna a scuola a cinquantanni: una rivincita su quel mondo aspro e duro che, quando era bambina, le aveva negato, dopo le prime due classi delle elementari, il diritto di stare dietro a un banco, la possibilita' di imparare. Madre di sei figli e con il peso della famiglia sulle spalle, frequenta i corsi serali con lunico obiettivo di potere, un giorno, affidare alla parola scritta il senso e la memoria di tutto quello che ha vissuto: dalla perdita della madre alle crudezze di uninfanzia assediata dalla poverta' e resa atroce dal disamore dei parenti, dagli sfiancanti traslochi da un fondo agricolo allaltro sino allapprodo in citta' e al relativo benessere che fa sembrare lontanissimi gli stenti trascorsi. Quella di Margherita Ianelli e' una sorta di sfida. Nel diario che costruisce con la stessa pazienza con cui ha coltivato la sua terra, vuole conservare la sua storia prima che loblio possa cancellarne la vivezza e renderne irrimediabilmente lontano il ricordo. Questa impellente ricerca di cio' che e' stato la obbliga a una veridicita' che non ha timore di infrangere consolidati luoghi comuni, anche quando riguardano i momenti tragici della Storia.

CLELIA MARCHI (72 anni)
GNANCA UNA BUSIA
Una notte, Clelia non trova un pezzo di carta in tutta la casa. Di colpo la memoria le restituisce il volto della maestra elementare. "Martini Angiolina raccontava che gli Etruschi avvolgevano le mummie nelle lenzuola". Apre l’armadio e prende un lenzuolo bianco del corredo, di una dote che non serve più. Lo poggia su un cuscino e adagia il cuscino sulle ginocchia. Incolla sulla sinistra la foto del marito, sulla destra la sua e al centro il sacro cuore di Gesù. Di getto, incomincia a scrivere la storia della sua vita, solo verità e "Gnanca na busia".
http://www.anticheprigioni.it/stanzadellenzuolo.html

 

 

Care persone fatene tesoro di questo lenzuolo
che c’è un pò della vita mia; è mio marito...

I Blog sembrano il luogo ideale dove fermare le idee. Anche se non è sempre a portata di mano. In questo mondo blog, dove tutti si sentono scrittori o quasi; in questo mondo di giovani scrittori, forse leggere due libri,godibilissimi, scritti entrambi da persone avanti negli anni potrebbe far ripensare alla saggezza degli anziani. Un  qualcosa che sembra passata di moda. Voi che ne dite?

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mercoledì, 11 giugno 2008

..."Il Prodotto Interno Lordo (PIL), in inglese GDP (Gross Domestic Product), è il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l'anno) destinati al consumo finale; non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi inter-industriali, cioè quella parte della produzione riutilizzata e scambiata tra le imprese stesse. È considerato la misura della ricchezza prodotta in un Paese. Da un altro punto di vista si può anche dire che il PIL è la somma dei valori aggiunti generati dalle imprese private e dalla Pubblica amministrazione all’interno di un dato paese in un determinato periodo di tempo..."

"RIO DE JANEIRO - Una delle ultime tribù indigene del Sudamerica, ancora isolata dal resto del mondo, è stata fotografata da un aereo in una remota zona della selva amazzonica, al confine tra Brasile e Perù. Le immagini mostrano una quindicina di persone, i volti dipinti con pigmenti rossi e armate di arco, che guardano con terrore verso l'alto. In una foto si vedono chiaramente i guerrieri che tentano di colpire il velivolo con le frecce..." (www.corriere.it)

Cosa hanno in comune queste due notizie? Come mi è venuto in mente di collegarle e buttarle lì? La settimana scorsa guardando il telegionale (purtroppo non ricordo il canale... all'ora di cena mi parte lo zapping e tra una notizia e l'altra non ricordo mai dove ho sentito le informazioni...) mi ha particolarmente colpito la seconda notizia, quella degli aborigeni. Ma quello che mi ha fatto soffermare non era la scoperta del popolo degli uomini rossi, quanto il commento della giornalista che li ha definiti "poveracci"... e questo mi ha fatto diventare più rosso di loro!!! (rosso di rabbia). Mi sono chiesto, logicamente senza trovare risposta, come si è permessa di definirli con un termine così "sprezzante"... poveracci... e perchè? Perchè non hanno il vestito firmato? non hanno la tv al plasma? (anche la mia è ancora a tubo catodico) non hanno il motorino? non immaginano neppure cosa sia il telefono o internet?
insomma, mi viene da chiedermi, è possibile che si sia arrivati al punto da definire "poveraccio" chi non produce inquinamento? chi non ha nemmeno 2 ruote su cui viaggiare? chi non si impegna ad alzare il PIL?
E poi tutti a simpatizzare con Thoreau e il suo "Walden, ovvero La vita nei boschi" (bravo si, ma quella vita non fa per me!) "... La sua è stata una prova di sopravvivenza ed insieme una testimonianza all'umanità: l'uomo riesce a vivere anche in condizioni di povertà materiale e anzi da queste può trarre una maggior felicità nel saper apprezzare maggiormente le piccole cose...". Volete andare a visitare la capanna in cui è vissuto lo scrittore per "ben" 2 anni? l'ingresso costa 10$...25$ per una maglietta con citazione...

No no basta, non ce la faccio più a sentire queste notizie, spengo tutto...
MI AVETE ROTTO IL PIL !!!

Ciao
Semedimela (Mauro)

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mercoledì, 04 giugno 2008

Ho visto or ora su Google che oggi ricorre il 225° anniversario del primo volo con la mongolfiera.

L'uomo per sua natura non si accontenta mai. Ha i polmoni, ma invidia ai pesci la capacità di respirare sott'acqua. Ha le gambe, ma il suo più grande desiderio è quello di volare. Questa voglia di essere a tutti i costi "diversi da come siamo" viene espressa perfettamente dagli artisti con le loro opere d'arte. Basta pensare ai dipinti, sculture, racconti mitologici tramandateci dalla fantasia e sogni di qualche essere a due gambe... fino a che non arriva qualcuno a rompre l'incantesimo...!!!

E così il sogno di volare di Icaro si materializza oggi grazie a qualche "inventore pazzo" della storia.
Uno di questi fu  Otto Lilienthal, soprannominato "il Re degli Alianti". Perchè "inventore pazzo"? basta leggere la parte finale della sua biografia...
"Attese il ritorno del fratello Gustav (in Australia fino al 1886) per iniziare a disegnare e costruire alcuni 'aquiloni volanti' che e sperimentò personalmente lanciandosi, per oltre 2000 volte, da colline o dai tetti delle case ed effettuando anche qualche modesto guadagno di quota... Naturalmente Lilienthal ebbe numerosi incidenti durante le prove, anche se il suo aquilone volava lentamente ed a quote bassissime.

Il 9 agosto 1896, un colpo di vento gli ruppe un'ala ed egli cadde da 17 metri di altezza, rompendosi la spina dorsale.
Si spense il giorno dopo dicendo: "Opfer müssen gebracht werden!" ("I sacrifici vanno accettati!")
fonti: http://it.wikipedia.org/wiki/Otto_Lilienthal

Icaro - Gemelli Diversi

Cerco un po’ di coraggio
mentre ti guardo da quaggiù
[mi scaldi tu]

splendi e mi illumini ma,
lacrime di pagliaccio bruciano
dentro il volto di noi uomini
deboli e stupidi.
Spiega le ali di cera per arrivare a lei
dove l'aria è più leggera e amare rende dei

RIT.: Non rinunciare mai,
apri le ali e vai,
non è l'ultima volta che cadrai ma ti alzerai,
vedrai la troverai e allora volerai,
oh Icaro!

Quante volte sfiori il sole
e rimani col cuore a pezzi,
precipiti in un mare di dubbi
sui tuoi insucessi,
solo il Signore sa quanto male
m’ ha fatto l'amore,
non ci son parole rimane tra due persone.
Ti trovi solo al suolo e
non sai più chi sei,
ti resta di lei solo di lei.
Ma io volerò una voce mi dice
farlo è possibile,
non smettere di credere
per me vuol dire vivere.

RIT.

Arrivare fin lassù non,
sai più che senso ha,
ma non vuoi di certo
vivere a metà
Verrà il giorno in cui vedrai
nel cielo solo lei e
con un battito di cuore volerai.

Tutti vogliono volare,
ma quanti sono disposti
a rischiare di farsi male, cadere,
ricominciare tanti si accontentano
solo di camminare, ma tappando le ali al cuore che cosa si vive a fare?
perchè senza amare siamo angeli a metà
a volte viene da pensare quello vero non esiste
ma il cielo è pieno di stelle e di certo
c'è una di quelle più belle che splende solo per me.
Ma è coperto da qualche nuvola passeggera
ormai non ho più paura e resisto in questa bufera.
Perchè noi persone dopo storie che finiscono,
siamo proprio come tanti Icaro che dicono.

 

Ciao
Semedimela (Mauro)

Icaro non è altro che l'allegoria dell'uomo, sempre alla ricerca di un compimento, di qualcosa che soddisfi la sua brama. La parola desiderio proviene dal latino "De-sidere", che significa "Senza stelle". Nostalgia, nostalgia di un bene assente e anche ignoto, se vogliamo. Quante volte ci siamo ritrovati a sperare in fatti o avvenimenti che poi si sono rivelati inutili richiami ad una soddisfazione stantia?

Perla

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categoria:biografie, guasto, semedimela
mercoledì, 28 maggio 2008

Parlare di globalizzazione mi fa sempre girare la testa. Da una parte sarei per abolire i confini, abbattere i muri, eliminare le frontiere... dall'altra sarei per fare un bel recinto alto 10 metri tutto attorno a casa mia, con sopra vetri taglienti e sistemi anti-intrusione agli ingressi... Certo ne ho sentito parlare, basta aprire un qualsiasi quotidiano e te la sbattono in prima pagina. Leggo, rileggo e cerco di capire... ma puntualmente si fa avanti il giramento di testa.
Non mi azzardo a parlare di globalizzazione in termini politico-economici, anzi, nell'occasione, vi Ctrl+C Ctrl+V qui la prima riga di Wikipedia a proposito del termine... "Con il termine globalizzazione si indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti,
il cui effetto primo è una decisa convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo."

L'argomento più volte esposto tra le 4 mura della modesta cucina di casa mia durante qualche cena con gli amici porta sempre alla solita conclusione:
i cinesi in cina, gli americani in america e gli italiani ognuno a casina sua... brindisino larallalallalà!!!
Bhe, a ripensarci bene mi piacerebbe poter girare un mondo in cui tutti ci si sente fratelli, ci si possa parlare e comprendere senza bisogno di un vocabolario o di ridurci a veri e propri mimi esperti in comunicazioni non vocali. Certo che vedere la terra dal finestrino di un aereo non dà il senso di quanto noi, esseri semi-umani, siamo distanti dai nostri fratelli cinesi. Sì, insomma, da lassù si vede che il mare è blu anche in California, la neve è bianca anche in Africa, le foreste sono verdi etc etc

aaaMINI MAMMA (NAVI N°277 03MAR2007)la foto sopra è "verissima"

E che dire, infine, se aprendo una rivista di auto in Giappone ti viene sbattuta lì, in seconda pagina, la Mini-Innocenti (completa di ammaccature) di mia mamma... chi è stato? come si sono permessi? è un elogio o una presa in giro?

E, anzi, se qualcuno di voi che legge qui sapesse il giapponese, mi saprebbe dire che cavolo c'hanno scritto intorno?

Insomma, fratelli si, ma
"la mi mamma un si tocca!!!"

Ciao
Semedimela (Mauro)

postato da: semedimela alle ore 10:12 | Permalink | commenti (49)
categoria:società, guasto, semedimela
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